La ragazza che aiuta migliaia di profughi nella stazione di Bucarest 

AGI – Una studentessa di 22 anni, Alexandra Popescu, è la coordinatrice di una trentina di volontari, tra cui tanti giovani, che accolgono giorno e notte i profughi ucraini alla ‘Gara de Nord’, la stazione di Bucarest.

“Organizziamo tutto noi, non so esattamente quanti ne arrivino ogni giorno, ma di sicuro sono migliaia di persone che arrivano anche di notte – spiega all’AGI in modo concitato, travolta da mille richieste degli altri volontari su come assecondare al meglio le urgenze delle persone fuggite dalla guerra -. Cerchiamo per loro un alloggio, anche se la maggior riparte subito per altre destinazioni come la Francia o la Germania”.

Un’ampia biglietteria è stata adibita come punto di prima accoglienza al quale conducono frecce gialle e blu, i colori ucraini, disseminate ovunque. Accanto a chi presta il proprio tempo libero, sono presenti forze dell’ordine e operatori sanitari.

Lo spazio è colmo di persone, la situaziona appare caotica ma l’aiuto non manca per nessuno.

Sui tavoli e negli scaffali, ci sono cibo, farmaci, pannolini per le donne e i bimbi, che rappresentano la stragrande maggioranza di chi scappa.

La stazione più importante della capitale è stata ridisegnata per aiutarli. Oltre alla biglietteria ‘riconvertita’, ci sono una decina di tende arancioni nel corrodoio d’ingresso, destinate a un’assistenza più ‘personalizzata’, e un banchetto dove rappresentanti della direzione generale dell’Assistenza Sociale del Comune e del governo forniscono informazioni a chi è appena sceso dal treno.

A volte i treni trasportano anche cinquecento persone alla volta rendendo la loro gestione difficile.

“Ma ce la stiamo cavando – spiega un funzionario comunale -. La preoccupazione principale è quella dell’alloggio, che è messo a disposizione in modo gratuito. Finora è andato tutto bene, non c’è stato nessun problema di ordine pubblico. Il popolo rumeno è molto generoso. Non si possono chiudere gli occhi con le mamme e i bambini. Confesso che una volta mi è capitato anche di piangere”.

Ovunque su muri e pannelli si possono leggere informazioni su come recarsi nelle varie destinazioni e sui costi richiesti per farlo.

L’occhio è al tabellone degli arrivi. Ogni ora circa fischia il treno della salvezza per un pezzo di Ucraina che se ne va.