La superteste del processo per la morte di Serena Mollicone si è rimangiata tutto

AGI – Ha completamente cambiato versione, nonostante fosse sotto giuramento Rosa Mirarchi, la donna addetta alle pulizie della caserma dei Carabinieri di Arce nel periodo in cui è stata assassinate Serena Mollicone, ed ascoltata oggi nel corso del processo per l’omicidio della studentessa avvenuto nel 2001 nella struttura militare.

La teste non ha confermato nulla di quanto raccontato negli anni passati al magistrato ed agli investigatori che l’hanno interrogata ed ha messo in discussione le parole vergate sui verbali a sua firma. “Non ho mai detto di aver visto Serena Mollicone e non ho mai detto di aver utilizzato acido per pulire l’alloggio in uso alla famiglia Mottola. Non ho mai visto la porta danneggiata anche se a parlarmene fu Anna Mottola”.

Amnesie e risposte vacue che hanno indispettito Massimo Capurso, il presidente della Corte, che si è visto costretto a chiedere l’acquisizione dei verbali. Un atto questo che consentirà alla giuria popolare di poter valutare ugualmente le posizioni degli imputati.

Stizzita e piena di dolore la reazione di Antonio Mollicone, fratello di Guglielmo e zio di Serena: “In questa vicenda tutti soffrono di vuoti di memoria. È vergognoso. Questa donna ora soffre di amnesia. Non posso credere che non ci possa essere un minimo di rispetto per mia nipote e su come sia morta”.

L’udienza ha fatto emergere aspetti intimi della signora Mirarchi che all’epoca dei fatti, come da lei dichiarato intratteneva rapporti confidenziali con un appuntato in servizio nella caserma e che con le sue dichiarazioni rilasciate al maresciallo Evangelista e al colonnello Imbratta ha consentito la riapertura delle indagini nel 2016.

Rosa Mirarchi nei verbali sottoscritti descrive perfettamente dove fosse posizionata la porta contro la quale, per la Procura, sarebbe stata fatta sbattere la testa di Serena. La teste, inoltre, sempre nei verbali da lei sottoscritti, ricorda di aver pulito l’appartamento in uso alla famiglia Mottola su richiesta della moglie del maresciallo che le avrebbe chiesto di utilizzare un disincrostante per togliere delle macchie di cemento. Oggi ha negato di aver mai fatto quelle dichiarazioni.