L’allarme dell’Unicef: “La pandemia per i bambini è la crisi globale più grave in 75 anni”

AGi – Il Covid-19 è per i bambini “la più grande crisi globale nei nostri 75 anni di storia”. È l’analisi che emergenda un rapporto dell’Unicef, secondo il quale la malattia sta mettendo a dura prova decenni di progressi sulle principali sfide dell’infanzia, tra cui la povertà, l’accesso all’istruzione, la nutrizione e il benessere mentale.

Il rapporto stima che 100 milioni di bambini siano sprofondati in condizioni di povertà a causa della pandemia, un aumento del 10% dal 2019.

L’impatto diffuso del Covid-19 continua ad aggravarsi, aumentando la povertà, rafforzando la disuguaglianza e minacciando i diritti dei bambini, ha spiegato il direttore esecutivo dell’Unicef, Henrietta Fore.

COVID-19 is turning back the clock for children and young people, reversing hard-won progress.

Without urgent action, the world faces a lost decade for children.

New #UNICEF75 report calls on governments to put children first in all response and recovery measures.

— UNICEF (@UNICEF)
December 9, 2021

“Da una parte aumenta il numero di bambini che soffrono la fame, che non vanno a scuola, maltrattati, che vivono in povertà o costretti al matrimonio, dall’altra diminuisce il numero dei bambini che hanno accesso a cure sanitarie, vaccini, cibo sufficiente e servizi essenziali”.

Nel 2020, oltre 23 milioni di bambini hanno perso i vaccini essenziali, un aumento di quasi 4 milioni rispetto al 2019 e il numero più alto in 11 anni, afferma ancora il rapporto. 

La malnutrizione colpirà altri 9 milioni di bambini nel 2022

Da marzo 2020, quando si è aggravata l’emergenza sanitaria mondiale causata dalla pandemia, sono sprofondati nella povertà quasi 1,8 milioni di bambini al secondo.

È quanto emerge da un rapportoi dell’Unicef, che rileva anche che la malnutrizione dovrebbe colpire 9 milioni di bambini in piu’ nel 2022.

Inoltre l’80% delle scuole sono rimate chiuse durante il primo anno dell’epidemia per un miliardo e mezzo di studenti rimasti a casa. Una delle conseguenze è il rischio di crescita del lavoro minorile.

Anche prima della pandemia, circa un miliardo di bambini in tutto il mondo soffriva di almeno una privazione grave, senza accesso all’istruzione, alla salute, all’alloggio, alla nutrizione, ai servizi igienici o all’acqua.

Secondo il rapporto le problematiche di salute mentale colpiscono più del 13% degli adolescenti tra i 10 e i 19 anni in tutto il mondo. Entro ottobre 2020, la pandemia aveva interrotto o fermato i servizi critici di salute mentale nel 93% dei paesi in tutto il mondo. 

Prima della fine del decennio potrebbero verificarsi fino a 10 milioni di matrimoni precoci in più a causa della pandemia. 

Oltre alla pandemia, il rapporto mette in guardia da altre minacce per i bambini che mettono a repentaglio i loro diritti.

A livello globale, 426 milioni di bambini – quasi uno su 5 – vivono in zone in cui il conflitto sta diventando sempre più intenso e sta colpendo pesantemente i civili e in modo sproporzionato i bambini.

Le donne e le ragazze sono le più esposte al rischio di violenza sessuale legata ai conflitti. L’80% di tutti i bisogni umanitari sono determinati dai conflitti.

Allo stesso modo, circa 1 miliardo di bambini – quasi la metà dei bambini del mondo – vive in paesi che sono a “rischio estremamente alto” per gli impatti del cambiamento climatico.

Sono già 160 milioni nel mondo costretti a lavorare per aiutare le loro famiglie.