L’alleanza tra Italia e Israele per contrastare la crisi alimentare

AGI – Le relazioni bilaterali Italia-Israele nel campo dell’innovazione agroalimentare possono svolgere “un ruolo fondamentale” nel rispondere alle sfide di sicurezza alimentare che minacciano le catene di approvvigionamento a livello internazionale. Lo spiega all’AGI da Raphael Singer, consigliere scientifico ed economico dell’Ambasciata israeliana in Italia, all’indomani della visita del presidente del Consiglio, Mario Draghi, in Israele.

Temi, quelli della “sicurezza alimentare e della ricerca di soluzioni per la crisi del grano”, che sono stati “discussi approfonditamente” nel corso della missione del premier nello Stato ebraico, alla luce dell’invasione dell’Ucraina da parte delle forze russe. In questo campo, ha sottolineato Singer, “le relazioni bilaterali Italia-Israele nel campo dell’innovazione agroalimentare possono svolgere un ruolo fondamentale nel rispondere a questa sfida e abbiamo convenuto di rafforzarle ulteriormente“.

L’esperienza derivante dalle attività di ricerca e sviluppo condotte da Israele e Italia in settori come la genomica vegetale e le proteine di origine vegetale ha posto solide basi per l’innovazione nel food-tech. Se a ciò si aggiunge la profonda conoscenza israeliana in campi dell’alta tecnologia come il biotech, i sensori, l’analisi dei dati e l’Internet of Things, si vede come il potenziale della collaborazione tra italiani e israeliani è enorme”, ha aggiunto il diplomatico israeliano.

Guardando poi agli “obiettivi ambiziosi del Green Deal europeo” che “Israele condivide”, Singer ha posto l’accento sulle “collaborazioni tra aziende di tecnologie agricole di entrambi i Paesi”. Queste “possono promuovere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di soluzioni di agricoltura di precisione per il rafforzamento della performance delle piante sottoposte a difficili condizioni climatiche e il miglioramento della resa e della qualità delle colture, e di tecnologie di irrigazione off-grid (reti idrica ed elettrica) economicamente efficienti ed ecologicamente sostenibili”.

“Significative collaborazioni sono già in atto”, ha proseguito il consigliere scientifico dell’ambasciata, facendo riferimento ad “aziende israeliane attive nei campi dell’agrovoltaico e delle batterie solari eterne per l’agricoltura di precisione che intrattengono importanti rapporti con realtà italiane”.

Quanto al futuro, in occasione dell’incontro Techagriculture a Napoli organizzato dall’ambasciata israeliana, è stato presentato il nuovo Centro nazionale dell’Agritech che verrà presto aperto nella città partenopea. “Siamo impazienti di iniziare a lavorare con l’Università Federico II, hub del progetto, e con le numerose altre università e aziende italiane che vi hanno aderito”, ha sottolineato Singer, ricordando le “altre attività nell’ambito dell’accordo bilaterale su ricerca e sviluppo” che “continuiamo a portare avanti”.