L’appello di Papa Francesco per i disabili: “Lo Stato faccia la sua parte”

AGI – “È importante guardare al disabile come a uno di noi, che deve stare al centro della nostra cura e della nostra premura, e anche al centro dell’attenzione di tutti e della politica. È un obiettivo di civiltà”. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo i membri dell’Istituto Serafico di Assisi e ribadendo che di fronte a problemi sociali come questo “lo Stato e la pubblica amministrazione devono fare la loro parte. Non si possono lasciare sole tante famiglie costrette a lottare per sostenere dei ragazzi in difficoltà, con la grande preoccupazione del futuro che li attende quando non potranno più seguirli”.

Per Draghi il tema è una priorità 

Dalla conferenza sulle disabilità il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha ribadito che “la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità è una priorità assoluta per il governo. La decisione di istituire un ministero dedicato riconosce le specificità e l’urgenza di questo tema e permette alle amministrazioni e alle associazioni di avere un punto di riferimento istituzionale, con cui dialogare e collaborare in modo costante”.    

“Ho letto che avremmo tolto 200 milioni dalle disabilita‘” per destinarli “ad altre poste, non è cosi’: la somma rimane nell’ambito delle disabilità non c’è da preoccuparsi e se è necessario faremo di più, la volontà del governo è molto chiara su questo punto”.  

“Le risorse che non sono state utilizzate nel 2021 – ha aggiunto il premier – saranno destinate, già nel 2022, a aiuti economici per le persone con disabilità e a interventi per rafforzare la rete di assistenza”

Secondo il presidente, “le misure che incidono su singoli aspetti della quotidianità possono fare una grande differenza, soprattutto per chi non è autosufficiente. Negli ultimi mesi, siamo intervenuti in varie occasioni per semplificare la vita di tutti i giorni per le persone con disabilità. Mi riferisco al Contrassegno Unificato Disabili Europeo – il CUDE – che permette ai titolari di accedere alle ZTL di tutti i Comuni di Italia senza doverlo comunicare di volta in volta. Alla carta delle disabilità, che sostituisce i documenti cartacei e semplifica l’accesso a beni e servizi gratuiti o con tariffe agevolate. E al riconoscimento ufficiale della Lingua dei Segni Italiana che rappresenta, insieme ai sottotitoli, uno strumento essenziale per rimuovere le barriere alla comunicazione”

“Il Governo – ha continuato il premier – vuole fare in modo che le persone con disabilità abbiano servizi efficienti, spazi pubblici ospitali, un’assistenza adeguata ai loro bisogni. Dobbiamo accogliere la loro legittima aspettativa di vivere pienamente la propria vita, i propri sogni, le proprie speranze. E dobbiamo accompagnare le loro famiglie in questo percorso, perché sia il più semplice e condiviso possibile.  Perché i diritti e le aspirazioni di tutti i cittadini abbiano uguale valore e uguale dignità”, ha concluso. 

Gli effetti della pandemia 

Per Draghi, “la pandemia ha reso ancora più urgente agire” a favore delle persone disabili. “La crisi sanitaria ha acuito le debolezze del sistema di sostegno per le persone non autosufficienti. Le restrizioni sono state necessarie per frenare il contagio, a beneficio soprattutto dei più vulnerabili. Ma hanno reso più difficile mettere in atto politiche di inclusione, in particolare in ambito scolastico. Dei 281mila studenti con disabilità che frequentano le scuole italiane, quasi uno su quattro non ha potuto partecipare alla didattica a distanza nei primi mesi della pandemia. Una perdita enorme – per gli studenti, per le famiglie, per la società”. 

I fondi del Pnrr

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – ha sottolineato Draghi – prevede oltre 6 miliardi di euro per le persone con disabilità. Miglioriamo l’accessibilità ai trasporti e ai luoghi di cultura e abbattiamo barriere architettoniche che impediscono alle persone con disabilità di usufruire dei servizi come gli altri cittadini. Potenziamo l’assistenza di comunità, l’assistenza domiciliare e la telemedicina, per prevenire l’istituzionalizzazione. Ci impegniamo a garantire tutte le cure necessarie in un contesto autonomo e socialmente adeguato, per combattere la marginalizzazione”.

 “Il Disegno di legge delega sulle disabilità, approvato alla Camera e attualmente in discussione al Senato, segna un passaggio decisivo per raggiungere questi obbiettivi. La sua approvazione è tra i traguardi che ci siamo impegnati con la Commissione Europea a raggiungere entro la fine dell’anno nel processo del Pnrr e confido che sarà raggiunto”.

Con quel provvedimento, ha aggiunto il presidente del Consiglio, “semplifichiamo il sistema di riconoscimento della condizione di disabilità, e lo allineiamo ai princìpi della Convenzione Onu. Potenziamo gli strumenti per la realizzazione di progetti di vita individuali e personalizzati. E istituiamo un Garante nazionale, con specifici compiti di tutela e promozione dei diritti delle persone con disabilità. Grazie anche alle risorse del Pnrr, la riforma delle politiche per la disabilità è oggi un modello per gli investimenti nello stato sociale e nell’inclusione”.