L’arcidiocesi di New York censura il funerale di un’attivista transgender 

AGI –  L’Arcidiocesi di New York ha censurato il funerale di un’attivista transgender presso l’iconica Cattedrale di San Patrizio sulla Fifth Avenue, che ha richiamato una folla di oltre 1.000 persone.

 

In una dichiarazione, il reverendo Henry Salvo, rettore della cattedrale, ha affermato che il suo ufficio non sapeva che la sua “accoglienza e la sua preghiera sarebbero state svilite in modo così sacrilego e ingannevole”.

 

I partecipanti alla funzione, molti dei quali transgender,  hanno indossato abiti succinti e hanno applaudito gli appelli alla salute e ai diritti riproduttivi di alcuni dei presenti, come riporta il New York Times. 

 

L’argentina Cecilia Gentili è nota per aver guidato la lotta per i diritti dei transgender e dei lavoratori del sesso a New York, è morta all’età di 52 anni. Nata nella città di Gávez, Santa Fe, dove tra i 6 e i 10 anni è stata abusata sessualmente da un vicino di casa, l’attivista si è trasferita a 26 anni a New York, dove ha co-fondato l’organizzazione DecrimNY, che è riuscita a depenalizzare il lavoro sessuale e ad abrogare una legge che criminalizzava il vagabondaggio per la prostituzione e che i critici avevano a lungo denunciato come uno strumento per colpire le persone transgender solo sulla base del loro aspetto. 

 

In un video diventato virale sui social media, si sente uno dei partecipanti riferirsi a Cecilia, in spagnolo, come “esta puta, esta gran puta, la santa Cecilia, la madre de todas las putas” (questa puttana, questa grande puttana, la santa Cecilia, la madre di tutte le puttane), mentre il pubblico scoppia in un applauso.

 

Il gruppo conservatore che ha pubblicato il video, CatholicVote, ha definito il funerale “una parodia della fede cristiana”.

 

In un comunicato, il reverendo Salvo ha detto che la cattedrale sapeva solo che la famiglia e gli amici dell’attivista avevano richiesto “una messa funebre per una persona cattolica”, ma di non essere a conoscenza della vita del defunto. La famiglia di Gentili, in un messaggio al New York Times, ha accusato l’arcidiocesi di ipocrisia e odio verso le persone trans. “L’unico inganno presente nella Cattedrale di San Patrizio è quello di affermare di essere un luogo in cui le persone trans sono accolte”.