L’aria condizionata giusta per non rimetterci la salute (e le tasche)

AGI – “Un soggiorno esposto all’irraggiamento solare diretto e senza barriere d’ombra come tende da sole o persiane può raggiungere temperature molto elevate durante l’estate”, osserva l’incipit di un articolo di El Paìs che analizza come usare il condizionatore sotto i 24 gradi fa male alla salute come anche alle tasche di chi ne fa un cattivo uso.

La reazione spontanea a questo caldo insopportabile sarebbe quella di correre ad accendere il condizionatore “a palla”, per mitigare il calore. Ma è un grave errore. Secondo il quotidiano spagnolo “la temperatura di comfort consigliata dalle fonti consultate in questo rapporto è di 25 o 26 gradi”, mentre i servizi igienici indicano che “non dovrebbe mai scendere sotto i 24º C”. Tant’è che il piano di risparmio energetico approvato lunedì scorso dal governo “obbliga gli esercizi commerciali e gli edifici pubblici a limitarne l’uso di aria condizionata a 27 gradi”, riferisce il tabloid.

Quanto costa abbassare il condizionatore

Anche perché al di solito di queste temperature ci sono immediate conseguenze economiche, che questa guida pratica ad uso dei lettori quantifica in questi calcoli: “Raffreddare una stanza di 10 mq costa in media circa 18 centesimi all’ora (vedi metodologia). Le misure di efficienza energetica di base possono ridurre di un terzo i costi per mantenere la tua casa a una temperatura confortevole” e se la metratura raddoppia di centesimi ce ne vorranno 36. Certo, è chiaro che il consumo dipende dalle condizioni dell’apparecchio, dalle caratteristiche dell’ambiente da raffreddare e dal luogo in cui si trova la casa, avverte il giornale, tuttavia “per ogni grado in cui si alza il termostato si risparmia tra il 5% e il 7% dei consumi”, ricordano dal Ministero per la Transizione Ecologica, oltre al fatto che il tempo di accensione dovrebbe essere adeguato all’essenziale mentre gli spazi sono occupati per poi spegnersi quando si svuotano.

Secondo gli esperti bisognerebbe poi tenere conto della differenza di temperatura con l’esterno e per questo “si ritiene prudente impostare il termostato di casa a otto gradi centigradi l’uno dall’altro”, tra fuori casa e dentro l’appartamento.

Secondo il parere dell’otorinolaringoiatra Juan Carlos Casado, poi, collegare l’aria condizionata al di sotto dei 24 gradi è “abbastanza dannoso” per la salute, tant’è che Casado raccomanda che il suo utilizzo sia limitato al “minimo essenziale” per far fronte solo a temperature particolarmente elevate.

“Il naso ha una specie di filtri, i turbinati, che riscaldano, umidificano e puliscono l’aria. Se l’aria entra fredda, quell’aria non entra nelle narici, nella laringe, nella trachea e nei polmoni sufficientemente calda, che può causare infezioni alle vie respiratorie superiori e inferiori”, spiega sempre Casado che è anche membro della commissione di laringologia e portavoce della Società Spagnola di Otorinolaringoiatria (SEORL).

Gli sbalzi che fanno male

Ma gli accorgimenti dovrebbero essere più d’uno: il corpo umano non è affatto ben disposto per sbalzi di temperatura molto improvvisi, come passare da 40 a 20 gradi. “Non abbiamo organi in grado di assimilarlo”, afferma Casado.

“Quello che fa il corpo quando incontra questo salto termico è infiammare le mucose respiratorie per proteggere gli organi nobili, i polmoni. Dall’infiammazione compaiono le -iti: faringiti, quei formicolii che s’avvertono durante la deglutizione; laringite o perdita della voce; rinite, quell’ostruzione nasale che fa la voce di un’anatra”.

E anche andare a letto in una stanza con temperature elevate, però, incide negativamente anche sulla salute perché per dormire bene, il corpo ha bisogno di ridurre il battito cardiaco, ma non è in grado perché è impegnato a cercare di abbassare la temperatura, perciò “le alte temperature notturne, come oltre i 25ºC, impediscono al corpo di riposare e il recupero, si verifica uno stress termico prolungato. Il caldo notturno può causare disturbi del sonno e privazione a causa dei necessari processi di termoregolazione”.

Aggiunge poi Cristina Martínez, della Società Spagnola di Pneumologia e Chirurgia Toracica (SEPAR), che è importante tenere conto che “l’umidità relativa della stanza è compresa tra il 35% e il 60%” mentre al di sotto di questo livello, quell’aria secca produce più irritazione alle vie respiratorie. Secondo i tecnici che installano gli impianti di aerazione, infine, i condizionatori d’aria devono portare l’aria a circa 12º C per far sì che una stanza raggiunga i 26º C, ma in questo processo di abbassamento repentino della temperatura, l’umidità può scendere al di sotto dei livelli consigliati e sarebbe consigliabile utilizzare un umidificatore per controllarla, in modo da “evitare che la corrente in uscita abbia un impatto diretto sul nostro corpo. 

Soprattutto quando l’aria molto fredda colpisce la schiena, il collo o il viso, perché dopo un po’ può causare torcicollo, lombalgia o dolore al collo, aggravati da una vita sedentaria; anche la paralisi facciale. Fare micro-pause, cambiare postura e alzarsi per qualche minuto ogni ora e fare stretching e mobilizzazione renderà più difficile la comparsa di questi problemi, come spiega in conclusione Montserrat Ruiz-Olivares, segretario generale del Collegio professionale dei fisioterapisti della Comunità di Madrid.