L’arrivo dei primi rifugiati all’Hub della stazione Centrale di Milano 

AGI – Oltre 70 le persone, soprattutto mamme con bambini, che nell’arco della mattinata sono arrivate nel centro di prima accoglienza, che da questa mattina ha aperto nel sottopasso Mortirolo, sotto la stazione Centrale di Milano.

Antonino Zagari, direttore socio sanitario del Fatebenefratelli Sacco, l’ospedale che si occupa di tutta la parte sanitaria del centro, racconta all’AGI la prima giornata di lavoro, che non è finita, precisa, perché “molti altri profughi stanno arrivando” e poi qui si lavora 24 ore su 24. Proprio perche’ molti pullman arrivano tardissimo, come è successo martedi’ scorso: alle 4 del mattino.

“Arrivano a gruppetti in stazione, li’ sono accolte e intercettate dalla Protezione civile” che ha un gazebo, carico di cibo, e anche dei giochi e un pallone per intrattenere i più piccoli.

“Non abbiamo avuto delle vere criticita’, nel senso che sono tutti molto collaborativi”, ma molto stanchi, vorrebbero solo poter trovare un posto dove fermarsi. “Nel centro si possono riposare, mangiare qualcosa, avere informazioni e soprattutto viene fatto uno screening sanitario”.

Non dimentichiamo che molti ucraini non sono vaccinati. “Facciamo il tampone a tutti. Poco fa abbiamo trovato una mamma e i suoi due figli positivi. In questo caso, chiamiamo un’ambulanza e li facciamo portare in un covid hotel, al momento in quello di via Adriano, dove saranno ospitati fino alla negativizzazione”.

Loro non hanno nessuno. Mentre chi, trovato positivo, dovesse avere la possibilita’ di ‘isolarsi’ in modo adeguato presso parenti o amici, puo’ farlo tranquillamente. “Comunque ci sara’ un monitoraggio da parte dell’Ats”, precisa il dottor Zagari.

Sono persone molto collaborative ma molto spaventate e disorientate. Soprattutto chi non ha conoscenti, non sa cosa fare, dove andare. Molti sono scappati in fretta, non hanno neanche l’essenziale”. Solo un bagaglio in cui e’ infilato quel che resta della vita.