L’assemblea dell’Onu chiede il ‘cessate il fuoco’ a Gaza. L’Italia si astiene

AGI – L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha chiesto l’immediato cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Hamas. Più di tre quarti dei 193 membri hanno approvato la risoluzione, quattro giorni dopo il veto imposto dagli Stati Uniti al Consiglio di sicurezza. Contro hanno votato gli Usa, Israele e altri otto Paesi.

Il testo ha ottenuto 153 voti, mentre 25 Paesi, tra cui Italia, Regno Unito e Germania, si sono astenuti. Francia, Spagna e Polonia hanno votato a favore. La decisione dell’Assemblea generale ha valore solo simbolico, perché non vincola i Paesi membri, ma rappresenta un atto politico. 

L’ambasciatore palestinese presso l’Onu ha affermato che il voto a favore di un cessate il fuoco umanitario a Gaza è stato un “giorno storico in termini di forte messaggio inviato dall’assemblea generale”. “È nostro dovere collettivo continuare su questa strada finché non vedremo la fine di questa aggressione contro il nostro popolo”, ha affermato Riyad Mansour.

Biden a Netanhyau: “Cambi il suo governo, è il più conservatore della storia di Israele”

Il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha affermato che, a differenza di Washington, il governo israeliano “non vuole una soluzione a due Stati” con i palestinesi. “È il governo più conservatore nella storia di Israele”, ha aggiunto, chiamando il primo ministro Benjamin Netanyahu a “rafforzare e cambiare” l’esecutivo israeliano.

Israele, intanto, ha dichiarato che 19 persone, ancora tenute in ostaggio, sono morte in contumacia, annunciando inoltre di aver recuperato i corpi di due ostaggi. Tra le 19 persone c’è un cittadino tanzaniano, ha reso noto l’ufficio stampa israeliano. La Tanzania aveva affermato che due dei suoi cittadini erano tra quelli presi in ostaggio a ottobre. Circa 240 persone sono state prese in ostaggio da Hamas il 7 ottobre, di cui 135 sono ancora prigioniere.

L’allargamento dei tunnel

L’esercito israeliano ha cominciato ad allagare i tunnel di Hamas a Gaza con acqua di mare. Lo scrive il ‘Wall street Journal’ citando funzionari statunitensi anonimi e aggiunge che il processo potrebbe probabilmente richiedere settimane.

Alcuni funzionari dell’amministrazione Biden hanno affermato che il processo potrebbe aiutare a distruggere i tunnel, dove Israele ritiene che il gruppo militante stia nascondendo ostaggi, combattenti e munizioni. Altri funzionari hanno espresso preoccupazione perché l’acqua di mare potrebbe mettere in pericolo la fornitura di acqua dolce di Gaza, ha riferito il giornale

Onu: Gaza è “ben oltre il collasso”

Il capo dei diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Turk, ha descritto oggi la situazione a Gaza come estremamente precaria, affermando che l’enclave si trova sul punto di essere “ben oltre il collasso”. L’Onu stima che quasi un quinto degli edifici a Gaza è stato distrutto.

Per l’Agenzia “quasi 40.000 edifici, ovvero circa il 18% di tutte le strutture prebelliche, sono stati danneggiati o distrutti nella Striscia di Gaza dall’inizio del conflitto“. La valutazione, che si basa su immagini satellitari, ha dimostrato che le aree più colpite sono i due governatorati settentrionali di Gaza e Gaza Nord, che complessivamente contano 29.732 edifici distrutti su 37.379, ovvero circa l’80% del totale.