L’attacco frontale del presidente della Federtennis a quello del Coni

AGI – “Un risultato eccezionale che possiamo dire dovuto all’effetto Malagò, che prima cercato di non far giocare il numero del mondo, Novak Djokovic, poi di non far giocare a Roma russi e bielorussi dicendo che il tennis doveva seguire le indicazioni del Cio come hanno fatto tutte le altre federazioni esclusa quella del basket”.

L’attacco al presidente del Coni arriva durante la conferenza finale degli Internationali d’Italia da parte il presidente della Federtennis Angelo Binaghi. “Il presidente del Coni ha detto delle cose non vere riguardo alle indicazioni del Cio sulla presenza dei giocatori russi e bielorussi nei tornei di tennis. Avrebbe creato un danno enorme, economico non solo, all’Italia perché avremmo rischiato lo sciopero dei giocatori se non addirittura la revoca della licenza, per cui addio agli Internazionali d’Italia perché Malagò ha dato una lettura distorte delle parole? La verità è che siamo colpevoli di esprimere in modo chiaro il nostro pensiero, cioè la grande approvazione della riforma del 2018 e dell’operato di Sport e Salute: si può dire che siamo vittime della sua ossessione per Sport e Salute”. 

Ancora: “Malagò ha detto che tutte le federazioni, tranne quelle di basket, hanno seguito le indicazioni del Cio, a parte il mondo del tennis. Bene, non è vero, perché il Cio ha scritto che nel tennis, per questioni legali e per rapporti contrattuali che tornei come il nostro hanno, per ragioni organizzative, le cose andavano diversamente quindi era sufficiente fare quello che Atp, Wta e Itf hanno deciso di fare: Russia e Bielorussia sospesi dai tornei a squadre, i giocatori russi e bieloussi autorizzati a giocare senza nome della nazione e senza bandiera”.

Quindi, ha aggiunto Binaghi in conferenza stampa, “non è vero che il Cio ha dato indicazioni differenti a quelle cui Atp, Wta e Itf si stanno attenendo – ha aggiunto – e non è neanche vero che tutte le federazioni internazionali hanno escluso russi e bielorussi, non lo hanno fatto per esempio la Uci nel ciclismo, la Fia nell’automobilismo oltre alla Fiba nel basket, per non parlare dei giocatori di calcio e di volley in serie A che sono autorizzati a giocare”.