Le conseguenze della guerra sull’economia

AGI – La Federal Reserve andrà avanti con i piani per aumentare i tassi di interesse questo mese per cercare di contrastare l’inflazione elevata, ma lo scoppio della guerra in Ucraina ha reso le prospettive “molto incerte”. Lo afferma il presidente della Fed, Jerome Powell, nelle osservazioni preparate per la sua testimonianza al Comitato per i servizi finanziari della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.

Mentre l’elevata inflazione rimane l’obiettivo principale della Fed, l’invasione russa dell’Ucraina ha aggiunto una nuova dimensione all’analisi dei responsabili politici, con il potenziale di spingere la politica monetaria in direzioni opposte. Per Powell, l’inflazione potrebbe essere spinta ancora più in alto, ad esempio, con l’aumento dei prezzi dell’energia e nuovi limiti alla circolazione di persone e merci.

Ma la crescita economica globale potrebbe subire un duro colpo proprio mentre i governi statunitense ed europeo speravano che la pandemia si stesse attenuando al punto che le ultime restrizioni potrebbero essere eliminate del tutto. Se la guerra in Ucraina dovesse andare avanti o addirittura allargarsi a conflitto più ampio, la Fed potrebbe essere chiamata a mantenere stabile il dollaro sui mercati globali, un lavoro che potrebbe entrare in conflitto con i piani per ridurre le sue disponibilità di asset.

“Prendere decisioni di politica monetaria appropriate” nel contesto della guerra in Ucraina, delle sanzioni economiche imposte a Mosca e di eventi potenzialmente imprevedibili “richiede il riconoscimento che l’economia sta cambiando in modi inaspettati”, ha spiegato Powell. La Fed dovrebbe decidere di quanto aumenterà i tassi di interesse nella riunione del 14-15 marzo.