Letta indica le priorità del Pd e ‘blinda’ il percorso con il M5s

AGI – Un incontro per oggi non è mai stato in agenda, ma il tam tam generato in seguito a un retroscena che parlava di faccia a faccia imminente ha convinto Letta e Conte dell’opportunità di sentirsi telefonicamente. Anche per evitare che si cominciasse a parlare di “incontro saltato” e gelo fra i due.

Enrico Letta lo spiega anche in un post su Twitter, in cui utilizza l’emoticon sorridente per segnalare il rapporto disteso con l’alleato Cinque Stelle. Alleato di oggi e di domani, dirà poi durante la riunione della direzione nazionale.

Alcuni media annunciavano per stamani un mio incontro con @GiuseppeConteIT, incontro che non era previsto. Vedo ora addirittura commenti sui motivi per cui l’incontro di oggi, mai fissato, sarebbe poi saltato…ci siamo appena chiamati con Giuseppe e abbiamo condiviso un .

— Enrico Letta (@EnricoLetta)
February 21, 2022

Una sottolineatura quanto mai opportuna, visto il momento delicato vissuto dal M5s e dal suo leader e vista, soprattutto, la chiusura arrivata nel fine settimana da Carlo Calenda all’ipotesi di entrare a far parte di un campo in cui ci siano anche i pentastellati e di quella, successiva, di Giuseppe Conte a dar vita a una “accozzaglia”. Rispetto a questi scambi di cortesie, la linea del Nazareno rimane quella della “pazienza e costruzione”.

L’orizzonte dei dem rimane quello di dare vita a un fronte largo di “progressisti, riformisti e democratici” da schierare contro la destra sovranista. “Siamo stati protagonisti, abbiamo garantito la nostra responsabilità a partire dal governo Conte 2 e poi con il governo Draghi”, sottolinea Letta dicendosi “molto fiero dell’impegno che il Pd ha tenuto in questi due anni e mezzo di lavoro, che abbiamo portato insieme ai nostri alleati, con Il M5S in particolare. Con il Governo Conte 2 abbiamo imparato a conoscerci e siamo andati avanti con il governo Draghi. Questo tipo di cemento che si crea nelle prove dure credo sia quello più forte di tutti. Ha cementato un rapporto politico che dura e durerà”.

La priorità, nell’immediato, rimane quella di dare solidità al governo Draghi. Anche oggi, la Lega ha tentato il blitz alla Camera, votando contro il parere del governo gli emendamenti di Alternativa e Fratelli d’Italia.

“Stamattina, come nulla fosse, la Lega ha di nuovo votato emendamenti fuori da una logica di maggioranza. Noi chiediamo serietà a noi stessi e a tutti perchè è l’unico modo perchè questo lavoro comune, che abbiamo chiesto al presidente Draghi, vada avanti con efficacia”, ha avvertito il segretario che, poi, ha messo sul piatto della maggioranza le priorità del Pd: delega fiscale, concorrenza e appalti“. Lo ha detto il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, alla direzione nazionale.

“Siamo impegnati perché l’approvazione parlamentare avvenga nel più breve tempo possibile perchè questi temi sono la condizione per ottenere i fondi del Pnrr”. Deve essere questo, per il segretario, l’obiettivo della maggioranza perchè solo così si metterà al sicuro governo e legislatura, e sarà tutelata la figura del presidente del Consiglio, una risorsa di cui il Paese ha bisogno oggi e di cui potrebbe avere bisogno anche in futuro, specie se il risultato delle politiche 2023 non dovesse incoronare un vincitore certo.

Ciò non significa che i partiti debbano ammainare definitivamente le proprie bandiere. Bisogna essere consequenziali fra quel che si delibera in Consiglio dei ministri e quel che si fa i Parlamento. Ma gli spazi di autonomia non mancano. E Letta intende dare battaglia su almeno tre temi.

Il primo, è quello sull’eutanasia. “È possibile dare risposta alle sofferenze di tante persone. Non è il referendum, ma una intesa possibile. È l’unica strada per fare qualcosa di concreto per le persone che soffrono. Ognuno mantenga le sue bandiere, perchè questi sono temi importanti, ma cerchiamo di arrivare a una intesa su questo testo”, spiega il segretario.

Gli altri due temi sono quelli che riguardano la riforma della giustizia. “Sulla custodia cautelare e sulla legge Severino c’è la nostra netta contrarietà. Rispetto a quei referendum, se non ci saranno modifiche in parlamento, proporrò al partito di votare no a quei due referendum. L’abrogazione della custodia cautelare e della legge Severino porterebbe molti più danni dei benefici”.

Fra gli obiettivi di medio-lungo periodo, invece, per il Pd c’è il salario minimo, ma anche i giovani a cui garantire di non dover vivere per ripagare il debito pubblico che si sta accumulando in questa fase. Ma anche la battaglia per i diritti: “In questa legislatura non sarà semplice, ma alle elezioni noi parleremo agli italiani con grande forza delle priorità sui diritti. Tenteremo fino in fondo il tema del ddl Zan e quello della cittadinanza. Stiamo costruendo il forum dei nuovi italiani dentro il partito”.