Lo strano caso dell’appello di Biden a un cambio di regime e della correzione della Casa Bianca

AGI – Le parole, specie quelle pronunciate in pubblico e, peggio ancora, in diretta tv, hanno un peso. E dire che Putin “non può restare al potere” dopo averlo definito “un macellaio” è una di quelle cose su cui non è facile fare una correzione di rotta. E invece è quello che è successo. 

Joe Biden da Varsavia ha detto apertamente che Vladimir Putin non dovrebbe continuare a guidare la Russia. “Per l’amore di Dio – ha detto, – quest’uomo non può restare al potere”. È il messaggio più diretto, tra quelli lanciati in queste settimane, in cui Biden ha chiesto un cambio di regime al Cremlino, e sembra segnare il cambiamento definitivo di rapporti tra Washington e Mosca.

Già prima del discorso del presidente degli Stati Uniti, il segretario di Stato Antony Blinken aveva detto: “Per noi non è una questione di cambiamento di regime. Il popolo russo deve decidere da chi vuole essere guidato”. Poi è arrivata la puntualizzazione di un alto funzionario anonimo della Casa Bianca alla Reuters: “Biden non intendeva parlare di cambio di regime in Russia ma intendeva dire che “Putin non può esercitare potere sui suoi vicini o sulla regione”. Insomma, “non ha messo in discussione il potere di Putin in Russia né (ha chiesto, ndr) un cambio di regime” a Mosca.

Allarme per i missili piovuti per la prima volta anche su Leopoli, la città ucraina considerata più al riparo dall’offensiva russa iniziata il 24 febbraio scorso. E’ il luogo che ospita i diplomatici che hanno lasciato la capitale Kiev e anche un gran numero di inviati della stampa internazionale.