Lo striscione innovativo. Un qr code per insultare gli avversari

AGI – La squalifica rientra nella routine: sanzione economica (1000 euro) e curva sud chiusa per una partita in casa. Nulla di diverso da quanto accaduto in passato in altre occasioni per l’Avellino, ma anche per tante altre squadre. L’intemperanza dei tifosi durante un derby difficilmente passa impunita.

E così la mannaia del giudice sportivo si è abbattuta sugli effetti collaterali della partita di serie C tra Benevento e Avellino. La vittoria sul campo è andata agli irpini, per i tifosi ospiti del “Vigorito” ci sarà invece la differita delle forche caudine, da scontare a pochi chilometri di distanza, in casa, dunque, contro la Juve Stabia.

Ma tra gli habitué della curva sud dello stadio Partenio-Lombardi di Avellino serpeggia il malcontento, quasi un orgoglio ferito. Non pesa tanto la squalifica, neppure la multa, quanto l’esser puniti per una forma di contestazione alla tifoseria di casa del tutto innovativa.

Petardi e fumogeni a volontà, ma nessun coro offensivo, nessun insulto nonostante i rapporti con la tifoseria sannita siano pessimi. Uno striscione solo, 3 metri per 3,  da coprire un settore intero, quadrato e tenuto ben disteso perché potesse essere inquadrato da qualunque telefonino a qualunque distanza. Doveva restituire l’immagine nitida di un qr code.

Da diversi anni ormai il qr code è una tecnologia riconosciuta e apprezzata: basta un qualunque smartphone che inquadri quel disegno con pixel bianchi e neri che rimandano a un link che può aprire un testo, un video, un form o un’immagine. Lo striscione di domenica scorsa esposto a Benevento era un gigantesco qr code a favore di telecamere e smartphone e rimandava a una foto che non sarebbe mai passata in quelle dimensioni.

Geniale la trovata del qr code per lasciar entrare lo striscione e bypassare censure varie, meno originale l’immagine associata, che avrà fatto sorridere in tanti, ma di sicuro non ha incontrato il senso di humor dell’arbitro che ha ispirato il giudice sportivo nelle motivazioni. “Foto oscena” è definita nelle motivazioni della squalifica.