L’onesto il picciotto e il soldato, com’è fatto l’esercito della mafia barcellonese

AGI – L’onesto, il picciotto e il soldato. Uno dei passaggi dell’ordinanza del gip di Messina che ha assestato un duro colpo all’agguerrita mafia del Messinese, con 86 misure cautelari, è dedicato alla terminologia all’interno dell’organizzazione.

Rosario De Pasquale in una intercettazione descrive la struttura della famiglia barcellonese, spiegava al suo interlocutore che ogni persona prima di entrare nell’organizzazione è considerata “contrasto onesto”: “Tu vieni considerato contrasto onesto, fin che nessuno ti presenta”, vale a dire “non sei tenuto a far niente e a dare conto a nessuno, perché tu non sei e non stai prendendo nessun privilegio”.

Il livello successivo è quello di “picciotto onorato” ai quali vengono attribuiti i privilegi dell’appartenenza all’organizzazione mafiosa, tanto da ricevere anche aiuto economico in caso di provvedimenti restrittivi. Infine in altre conversazione si parla di “soldato”.

Scrive il gip Ornella Pastore: “Le risultanze emerse nel presente procedimento hanno consentito di appurare come, nonostante le numerose indagini che hanno duramente colpito negli anni il sodalizio, lo stesso ha mantenuto inalterata la propria operatività nel corso del tempo, pur essendo necessariamente intervenuti alcuni mutamenti nella compagine dovuti alle carcerazioni, ai decessi di alcuni sodali nonché alla collaborazione con la giustizia di alcuni di essi.

È emerso come l’associazione in esame si sia dotata di una articolata organizzazione con l’attribuzione all’interno di essa di varie cariche partendo da quella di ‘contrasto onesto’ passando a quello di ‘picciotto onorato’ e di ‘soldato’.

Dalle indagini è emersa un’organizzazione che aveva contatti anche con altri gruppi mafiosi sia della zona tirrenica sia di Messina. In particolare – scrive il gip – contatti con “la famiglia mafiosa dei ‘tortoriciani’ con Sebastiano Bontempo inteso ‘uappo’, reggente del gruppo dei “batanesi e il clan di ‘Mangialupi’ di Messina”. Rapporti che emergono da alcune intercettazioni. Le conversazioni rivelano anche rapporti con il clan Mangialupi per l’approvvigionamento di sostanze stupefacenti.