Massimo Stano conquista la medaglia d’oro nella 35 chilometri di marcia

AGI –  Immenso, monumentale, quasi leggendario: Massimo Stano è il nuovo padrone della marcia mondiale.

Dall’oro olimpico nella 20 chilometri lo scorso anno a Sapporo a quello mondiale nella nuova 35 km, sulle strade di Eugene.

Dal Giappone all’Oregon, sui due versanti del Pacifico. Il 30enne nativo di Grumo Appula in Puglia e’ la seconda medaglia dell’Italia ai Campionati mondiali di atletica leggera di Eugene, la prima d’oro dopo il bronzo di Elena Vallortigara.

Massimo Stano, allievo di Patrizio Parcesepe, portacolori delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato, è stato il protagonista della 35 km, distanza che ha debuttato in questa rassegna mandando così in pensione la massacrante ma leggendaria 50 km che, in ambito olimpico, fu terra di conquiste dei vari Giuseppe ‘Pino’ Dordoni, Abdon Pamich e più recentemente di Alex Schwazer.

Il movimento italiano della disciplina del ‘tacco punta’ ha fatto ancora una volta centro a conferma che la marcia azzurra non tradisce mai, o quasi.

Stano sul circuito ricavato lungo il viale intitolato a Martin Luther King, dinanzi ad uno dei templi del football americano, l’Autzen Stadium di Eugene, ha fatto prima il sornione, poi ha controllato ed infine ha sferrato l’attacco al momento giusto.

Tutto questo frutto di una superlativa sagacia tattica e di un sicuro gesto tecnico.

L’azzurro, sposato dal 2016 con Fatima Lotfi e dal febbraio 2021 papà di Sophie, ha rotto gli indugi e incrementato le frequenze quando ormai gli altri erano entrati in riserva.

Ha piazzato un forcing devastante negli ultimi cinque chilometri facendo segnare un parziale strepitoso di 19’50. 

Il crono finale di 2 ore 23’14, oltre ad essere nuovo primato italiano, è anche record mondiale. Va considerando che quando fatto segnare, 2 ore 21’31, nel febbraio 2006 ad Adler dal russo Vladimir Kanaykin è prestazione incerta anche perché l’atleta è stato macchiato dall’uso di doping.

I parziali di Stano sono stati, 21’03 ai 5 km, 41’31 ai 10 km, 1 ora 02’02 ai 15 km, 1 ora 22’40 ai 20 km, 1 ora 43’06 ai 25 km e 2 ore 03’24 ai 30 km.

Gli ultimi a tener testa allo scatenato marciatore pugliese sono stati il giapponese, leader mondiale stagionale, Masatora Kawano, poi argento in 2 ore 23’15, e lo svedese Perseus Karlstroem, bronzo in 2 ore 23’44.

Chiave di volta della gara, dopo la sparata iniziale del nipponico Daisuke Matsunaga esauritasi dopo il passaggio al ventesimo chilometro, attorno al trentesimo.

I battistrada trovano un alleato nel doppiato peruviano Cesar Rodriguez che per alcuni giri si e’ messo a tirare il gruppo dei migliori. Stano resta tranquillo nel plotoncino di testa, il suo gesto tecnico e’ sempre pulito, è preciso nei rifornimenti prima dell’attacco.

Con l’oro di Stano, l’Italia è tornata sul gradino più alto del podio ai Mondiali all’aperto dopo ben 19 anni.

Era il 28 agosto del 2003 allo stadio di Saint Denis (Parigi) quando Giuseppe Gibilisco si laureava campione del mondo nel salto con l’asta.

Per la sesta volta un marciatore azzurro ha conquistato l’oro iridato alla rassegna all’aperto. Primo italiano campione del mondo, Maurizio Damilano nella 20 km a Roma ’87.

Il piemontese di Scarnafigi bissò il titolo quattro anni dopo sempre nella 20 km, a Tokyo, dopo l’avvincente duello con l’allora sovietico Mikhail Shchennikov che decise di sprintare quando pero’ mancava ancora un giro di pista al traguardo e poi venne battuto dall’azzurro.

Campione del mondo anche il milanese Michele Didoni nel 1995 a Goeteborg nella 20 km.

Oro nella massacrante 50 km il milanese Ivano Brugnetti nel 1999 a Siviglia (vittoria postuma a seguito della squalifica per doping del vincitore, il russo German Skurygin).

Al femminile campionessa mondiale la compianta siciliana Annarita Sidoti nel 1997 ad Atene nella 10 km su pista, gara che non fa più parte del programma mondiale.