Mattarella: i giovani ricercatori devono poter tornare se vogliono

AGI –  “I nostri giovani ricercatori sono bravi, si fanno valere in ogni contesto, emergono per qualità in tanti laboratori di tutto il mondo. Sono un orgoglio per il nostro Paese, oltre che un motore per l’Europa. Purtroppo sappiamo che le nostre risorse globalmente destinate alla ricerca scientifica sono limitate rispetto agli standard che dovremmo raggiungere”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebrando al Quirinale ‘I giorni della Ricerca’. 

“Constatiamo anche che tanti giovani vanno all’estero e vi restano non perchè non vorrebbero lavorare in Italia, ma perchè da noi talune condizioni – economiche e professionali – sono poco aperte, meno competitive”,  ha proseguito Mattarella. “I giovani devono poter circolare e fare esperienze nelle università, nei centri di ricerca, nei laboratori dell’Europa e del mondo. Tutto questo è prezioso e devono poter tornare se lo desiderano”. 

Per il capo dello Stato “a questo sforzo collettivo di sostenere i giovani ricercatori, di consentire loro di esprimere anche in Italia il loro talento, devono concorrere tutte le forze sociali. Anche in questo le vostre strategie di investimento per la ricerca forniscono un contributo di rilievo” ha detto il Presidente ai vertici dell’Airc. 

E ancora:  “La collaborazione nella ricerca non deve essere fermata, nè rallentata dalle guerre e dalle tensioni geopolitiche. Non avremmo sconfitto con questa rapidità il Covid senza una straordinaria cooperazione mondiale della ricerca. Contiamo che non sia un’eccezione bensì la regola. Un esempio per il futuro. Una strada che l’umanità non deve abbandonare. Va affermato con ancora maggior convinzione in una stagione segnata da conflitti sanguinosi e sconvolgenti”. Anzi, ha concluso Mattarella, “la collaborazione tra scienziati sui grandi obiettivi comuni dell’umanità può produrre anticorpi anche contro l’espansione dei conflitti”.