Meloni chiede un chiarimento. Salvini: “Non commento le polemiche”

AGI – Giorgia Meloni accoglie con gelo l’appello di San Valentino di Matteo Salvini a “superare le incomprensioni”. Serve un “chiarimento politico”, scandisce la presidente di Fratelli d’Italia, non si tratta di mere incomprensioni. E’ una questione di “posizionamento” sui temi, aggiunge, suggerendo che l’esperienza di governo di unità nazionale stia facendo avvicinare gli alleati di centrodestra che sostengono Mario Draghi a Pd e M5s. Critiche aspramente respinte da Matteo Salvini che, dal canto suo, attacca FdI, inchiodata, a suo giudizio, ai ‘no’ e alla polemica continua.

L’ennesima giornata di tensione del centrodestra si apre alle 8:30 con l’intervista di Meloni a Rtl. Stessa radio e stessa trasmissione da cui ieri il segretario leghista le aveva lanciato un amo. “Un messaggio a Giorgia Meloni? Oggi è San Valentino, quindi non può che essere un dolce biglietto: superiamo incomprensioni, interessi di parte. La gente non vuole litigi e battibecchi. Uniti si vince. Sto lavorando con Berlusconi e Meloni perchè solo uniti si vince”, aveva chiesto Salvini. Ventiquattrore dopo, la risposta di Meloni è tranchant. “Per me c’è un problema di posizionamento, poi voglio bene a tutti e ho sempre lavorato per l’unità però credo che un chiarimento politico serva”, chiede.

 “Per me è un problema nelle questioni di merito – aggiunge Meloni -. Noi sosteniamo delle tesi che sono, nella gran parte dei casi, visioni opposte a quelle della Sinistra. Mica è un fatto di antipatia personale, non è che non vado al governo col Pd perchè mi sta antipatico Enrico Letta, non vado al governo col Pd perché ritengo che il Pd abbia una visione diametralmente opposta o molto diversa dalla mia. Se poi alla fine non si riescono a portare avanti queste questioni diventa un problema di cosa intendi quando dici che rappresenti il centrodestra”.

“Ho sentito Salvini dire ‘noi abbiamo scelto l’Italia’ ma che vuol dire? Perché – afferma – per me vuol dire portare avanti la visione di cui il centrodestra è portatore. La Lega non voleva l’obbligo vaccinale e c’è l’obbligo vaccinale, era contraria al Green Pass come strumento di discriminazione e lo è, sono contrari all’immigrazione illegale di massa e continuano a sbarcare migliaia di immigrati, non volevano la revisione del catasto e c’è la revisione, erano d’accordo con noi sui balneari e votano per mettere all’asta ed espropriare 30.000 aziende”.

“Se il centro destra vuole provare a fare un lavoro per il futuro deve decidere di essere orgogliosamente portatore delle sue idee, questo non si può fare con il Pd, non si può fare con il M5s, non si può fare facendo tutti insieme il governo Draghi, non si può fare eleggendo un presidente della Repubblica del Pd”, insiste.

“Io non comprendo perchè si sia scelto di votare Mattarella, perché di fronte al fatto che il centrodestra aveva il pacchetto di maggioranza relativa e poteva raggiungere l’obiettivo storico di votare dopo decenni un presidente della Repubblica che non fosse di sinistra, rispettando la maggioranza degli italiani che non sono di sinistra e che non ritengono di essere cittadini di serie B per questo”.

Qualche ora più tardi, Salvini è davanti alla Consulta per parlare dei quesiti referendari sulla giustizia sulla cui ammissibilità è atteso a breve il parere dell’Alta Corte. “Io sto lavorando per ridurre le bollette di luce e gas. I chiarimenti li faccio con chi deve mettere dei soldi nelle tasche degli italiani non mi interessano le polemiche. Non commento le polemiche“, risponde a chi gli chiede delle obiezioni di Meloni. “Noi siamo in un governo che deve portare l’Italia fuori dalla pandemia. E’ una nostra precisa scelta essere protagonisti della ricostruzione del paese. Se qualcun altro preferisce stare fuori, faccia”.

“Con i problemi che ha il Paese, non intendo perdere nemmeno 30 secondi in polemica”, sul green pass “lavoriamo all’interno del governo perchè un conto è stare fuori e dire sempre no, un conto è stare dentro e confrontarsi con Franceschini, Speranza…”, insiste.