Morning Bell: la curva dei rendimenti dei Treasury Usa sta diventando un problema

AGI – I mercati sono in rialzo e si avviano a terminare positivamente il mese di marzo, trainati dalle speranze di pace che arrivano da Istanbul. Tuttavia il contesto in cui i mercati si stanno muovendo resta fortemente volatile e instabile, per l’incertezza sulle trattative di pace, l’aumento dell’inflazione, i lockdown in Cina e i rialzi dei tassi da parte della Fed, a partire da quello di maggio che quasi sicuramente sarà di mezzo punto percentuale.

Il primo incontro a Istanbul dei negoziatori russi e ucraini ha galvanizzato i mercati, specie dopo che Mosca ha dichiarato che ridurrà l’attività militare su Kiev e Chernikiv per favorire il dialogo. Si continua a sperare in una tregua, anche se i bombardamenti sono proseguiti su Kiev e i russi hanno bloccato quasi 100 navi nel Mar Nero, fermando l’export di grano.

Washington, che già ieri aveva manifestato perplessità sulla trattativa di Istanbul, invita a “non farsi ingannare” dal ritiro dei soldati russi. Secondo lo staff della Difesa ucraina non ci sarebbe in corso un ritiro, come annunciato da Mosca, ma un “mero avvicendamento di unità”. Anche per il Pentagono si tratterebbe solo di una ‘rotazione’ di truppe. Kiev comunque si è detta disponile alla neutralità e a rinunciare alla Nato, mentre Mosca accetterebbe un’adesione dell’Ucraina all’Ue, seppur non immediata.

La curva dei rendimenti inizia ad invertirsi

Segnali contrastanti giungono ai mercati anche dalla curva dei rendimenti dei Treasury Usa, che tende ad appiattirsi e che sta iniziando, in certi punti, a invertirsi, il che significa che i rendimenti a breve termine salgono più di quelli a lungo termine, un segnale che in genere non è considerato per niente buono. I

l tasso del 10 anni Usa è salito fino al 2,53%, mentre il rendimento del biennale è avanzato al 2,45%, mentre ora i due tassi sono rispettivamente al 2,34% e al 2,31%, quasi appaiati. Storicamente, lo spread tra il 2 e il 10 anni è considerato come un potenziale segnale di recessione.

I precedenti rallentamenti economici sono stati spesso preceduti da un’inversione di questa curva. Tuttavia, il suo valore predittivo non è chiaro, anche perché il periodo di tempo che in genere trascorre dall’inversione della curva alla recessione spesso varia notevolmente.

E poi i mercati prendono atto che la Fed intende accelerare sui rialzi dei tassi quest’anno per abbassare l’inflazione, ma poi potrebbe arrestarsi, perché queste strette contribuiranno ad accelerare una brusca frenata della crescita economica. E questo, a sua volta, in un futuro non lontano, spingerà la Fed a diradare le strette e, probabilmente, ad abbassare i tassi.

Tuttavia, per ora, lo spread tra questi due tassi resta positivo, anche se ormai la spia rossa è accesa e lampeggia, anche perché è passato in negativo il rendimento tra il 5 anni e il 30 anni, che tuttavia non è particolarmente attendibile: questa curva non si è mai invertita prima del 2020, ha cessato di invertirsi quasi due anni prima della recessione del 2008 e ha fornito un falso positivo nel 1994.

Ma che cos’è questa inversione e perché se ne parla tanto? Una curva dei rendimenti, nel gergo del mercato obbligazionario, registra il divario tra i rendimenti delle obbligazioni a più lunga e a più breve scadenza. Poiché in genere sappiamo poco sul nostro futuro, le obbligazioni a più lunga scadenza tenderanno ad avere rendimenti più elevati per compensare i maggiori rischi legati all’acquisto di tali titoli.

Quando il divario tra rendimenti a breve e a lungo termine si restringe, nel linguaggio tecnico diciamo che la curva dei rendimenti si “appiattisce.” Nelle rare occasioni in cui i rendimenti più a lunga scadenza scendono al di sotto dei rendimenti a breve termine, si dice che la curva dei rendimenti si è invertita. Perché questo è così importante? Per due ragioni. In primo luogo, le inversioni della curva dei rendimenti tendono a segnalare che una recessione arriverà nel giro di pochi mesi. In secondo luogo, una curva dei rendimenti invertita tende a rendere la vita molto difficile per le banche, che tradizionalmente fanno i loro soldi intascando la differenza tra ciò che prendendo a prestito a breve termine (attraverso i depositi), a tassi bassi e ciò prestano a lungo termine, a tassi più elevati.

In questo contesto Mosca ribadisce il pagamento del gas in rubli e Bruxelles e il G7 i loro “no” a questa richiesta. Oggi c’è attesa per le scorte petrolifere settimanali Usa, per il Pil statunitense nel quarto trimestre e per i dati sull’inflazione in Germania a marzo, che domani saranno seguiti dai prezzi al consumo in Italia e Francia e venerdì da quelli dell’Eurozona. Questi ultimi sono previsti in forte rialzo a marzo: dal 5,9% al 6,7%. Venerdì primo di aprile, si svolgerà l’incontro virtuale di Charles Michel e Ursula von der Leyen, presidenti del Consiglio e della Commissione europea, con il presidente cinese Xi Jinping e il premier Li Kequiang. Lo stesso giorno usciranno i dati di marzo sul mercato del lavoro Usa e la sera, a mercati statunitensi chiusi, Moody’s rilascerà le sue valutazioni sul rating e sull’outlook dell’Italia.  

Gli altri nodi da sciogliere

L’allarme del Fmi sulla guerra

“L’economia mondiale si sta ancora riprendendo dalla pandemia, quindi partiamo da un punto debole. Speravamo che il mondo crescesse di più e di sopprimere l’inflazione. Ma abbiamo ottenuto l’esatto opposto. La crescita è scesa, l’inflazione è salita. La guerra in Ucraina è devastante per l’Ucraina, probabilmente (l’economia) si ridurrà di un terzo” ed “è molto negativa per la Russia, che sarà in profonda recessione quest’anno, ma si rovescia nel resto del mondo, va lontano e va veloce”. Lo ha dichiarato Kristalina Georgieva, direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale, al World Government Summit a Expo Dubai.

La Cina progetta una nuova stretta sul ‘live streaming’

La Cina sta progettando una nuova stretta nel settore del ‘live streaming’. Lo rivela il Wall Street Journal, citando fonti vicine all’operazione. Il live streaming è diventato negli ultimi anni un grosso business in Cina.  Nel 2020 la China Association of Performing Arts lo ha stimato intorno ai 30 miliardi di dollari. Si tratta di un sistema interattivo che consente di effettuare acquisti online in tempo reale, durante le dirette streaming. Oggi il live streaming è diventato un redditizio canale di vendita online per molti marchi del lusso, anche se in realtà è nato in Cina come forma di intrattenimento soprattutto per i giovani: cantanti, comici e altri performer e influencer trasmettevano in diretta per i propri fan in cambio di ‘doni virtuali’ (virtual gifts).

Già a partire dal 2016 le autorità cinesi hanno iniziato a chiudere decine di queste piattaforme di live streaming, sanzionando migliaia di artisti. Tuttavia questo tentativo di placare il fenomeno, in realtà si è trasformato in un’opportunità per le app più lungimiranti, come ad esempio Taobao, che ne hanno riconosciuto le importanti potenzialità, investendo in questa nuova modalità di comunicazione commerciale. Nel corso degli anni e in particolare durante la pandemia il fenomeno si è trasformato in un importante business che ha calamitato un bel pezzo di vendite online. Secondo il Wsj in questi giorni le autorità cinesi hanno deciso di elaborare nuove norme per limitare la spesa monetaria giornaliera degli utenti di Internet, fissando un limite giornaliero su quanto live-streamer si può ricevere dai fan e prendendo in considerazione l’imposizione di una censura più severa sui contenuti. Il Wsj fa comunque sapere che la Cyberspace Administration of China, il principale regolatore internet cinese, si è rifiutato di commentare queste rivelazioni.