Musk non esclude la possibilità di rinegoziare l’acquisizione di Twitter a un prezzo inferiore

AGI –  Elon Musk non esclude un accordo a un prezzo più basso per Twitter. Va avanti il braccio di ferro tra la società guidata da Parag Agrawal e il patron di Tesla che ha sospeso l’acquisizione da 44 miliardi di dollari in attesa di chiarire se gli account spam o falsi rappresentino veramente meno del 5% degli utenti totali.

Le azioni del social network sono scese di oltre l’8% oggi a Wall Street per chiudere a 37,39 dollari, un livello inferiore a quello raggiunto il giorno prima che Musk rivelasse la sua partecipazione in Twitter all’inizio di aprile, facendo emergere il sospetto che l’imprenditore miliardario avrebbe proceduto con l’acquisto.

Rispondendo a giorni di critiche da parte di Musk sulla gestione degli account fasulli da parte della società, il ceo del social network Agrawal, in un tweet ha spiegato che la stima di Twitter, rimasta invariata dal 2013, non poteva essere riprodotta all’esterno data la necessità di utilizzare informazioni pubbliche e private, che non potevano essere condivise, per determinare se un account è spam.

Dal canto suo il patron di Tesla ha subito replicato che conoscere i dati sugli account spam è “fondamentale” per la tenuta finanziaria di Twitter.

“Come fanno gli inserzionisti a sapere cosa stanno ottenendo per i loro soldi? Questo aspetto è fondamentale per la salute finanziaria di Twitter”, ha scritto Musk sul social in risposta.

Poco dopo i suoi tweet, Musk, intervenendo a una conferenza tecnologica a Miami, ha detto che sospetta che gli account fasli costituiscano circa il 20-25% degli utenti totali.

Il miliardario si è impegnato a modificare le pratiche di moderazione dei contenuti di Twitter, criticando decisioni come il divieto nei confronti dell’ex presidente Donald Trump, ritenute eccessivamente aggressive, e impegnandosi in un giro di vite sugli account fasulli.

Musk ha chiesto di effettuare test su campioni casuali di utenti per identificarli, e ha detto di non aver ancora visto “alcuna” analisi che dimostri che gli account di spam costituiscano meno del 5% della base di utenti.

Anzi, secondo il patron di Tesla “c’è la possibilità che superino il 90% degli utenti attivi giornalieri”. Ricercatori indipendenti hanno stimato che tra il 9% e il 15% dei milioni di profili Twitter sono ‘bot’.