Nel Lazio una legge a sostegno dell’economia del mare dei fiumi e laghi

AGI –  La Regione Lazio è una delle prime regioni in Italia a dotarsi di una legge per valorizzare tutte le attività e risorse che dipendono dal mare, dai fiumi e dai laghi del suo territorio. Lo ha fatto approvando in Consiglio regionale la legge numero 2 del 24 febbraio 2022 che prevede interventi per “la promozione della formazione, dell’occupazione e dello sviluppo nei settori della Blue economy”.

Il fine della legge è quello di creare una economia circolare, sostenibile ed innovativa di produzione e consumo che, in sinergia con l’ecosistema acquatico, valorizzi tutte le attività e le risorse collegate al mare, ai fiumi, ai laghi e alle coste del territorio regionale.

“L’economia dei nostri territori marittimi è uno dei settori più importanti per lo sviluppo della nostra Regione – ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Marco Vincenzi – è fondamentale la formazione di nuove figure professionali, al fine di diventare sempre più competitivi, anche con gli altri territori regionali. Ringrazio le consigliere e I consiglieri di maggioranza e opposizione per il lavoro svolto”.

La Giunta regionale con due emendamenti del vicepresidente Daniele Leodori, ha, inoltre, stanziato 1,6 milioni di euro per il biennio 2022-2023 per gli investimenti innovativi delle imprese, la creazione di nuove imprese giovanili e femminili e la realizzazione di un coordinamento delle Università del Lazio per garantire la formazione di professionalita’ di alto livello nell’ambito della Blue Economy.

“Si tratta di una legge quadro che riordina il settore della Blue Economy, ovvero tutta l’economia che ruota intorno ai fiumi, ai laghi e ai mari. La legge va nella direzione di creare nuove figure professionali”. Ha spiegato all’AGI, Daniele Ognibene, primo firmatario della proposta di legge, vicepresidente della Commissione Bilancio e capogruppo di Leu al Consiglio regionale del Lazio.

“Pensiamo che Italia, già adesso, ci sono 200mila aziende del settore – ha aggiunto il consigliere Ognibene – che ruotano introno a questo mondo. Alcune regioni sono certamente più avanti come la Liguria, però il Lazio è tra le prime regioni a dotarsi di una legge che mette a sistema imprese, enti di formazione e enti di ricerca”.

La legge sulla Blue Economy è composta complessivamente da 12 articoli. Lo scopo primario del testo è quello della valorizzazione delle figure professionali che operano nel settore attraverso una maggiore sinergia tra il sistema regionale dell’istruzione e della formazione professionale, e le stesse aziende e gli istituti di ricerca.

La nuova legge intende sviluppare il sistema produttivo regionale della Blue economy, favorendo l’innovazione tecnologica dei settori economici tradizionali e la diffusione, sul territorio regionale, dei settori economici emergenti.

Inoltre si intende favore la tutela dell’ambiente degli ambienti marini e dei corsi d’acqua con la riduzione delle sostanze inquinanti, investendo in progetti innovativi per la trasformazione dei rifiuti, al loro riutilizzo e alla loro reintegrazione nel ciclo produttivo, per salvaguardare e valorizzare la biodiversità degli ecosistemi.

“L’idea è quella di formare i giovani rispetto alle esigenze e per farlo non facciamo più una formazione canonica ma condivisa proprio con le imprese del settore. Cambia l’approccio – ha proseguito Ognibene – nella legge sono previste anche altre azioni per contribuire allo sviluppo del commercio e dell’artigianato e altre legate alla tutela ambientale. Ad esempio il recupero della plastica a mare con un accordo con i pescatori, creando un virtuosismo affinché non sia più un problema dei pescatori che non sanno come smaltire le plastiche che recuperano a mare. È una legge pensata per creare occupazione e verra’ anche messa in piedi una cabina di regia con tutti gli assessorati regionali coinvolti le imprese e gli enti di ricerca”.

“La blue economy rappresenta un’opportunità importante per il nostro territorio, la Regione ha mostrato grande sensibilità nell’iniziare a normare un settore per noi strategico – ha detto all’AGI il consigliere regionale del Pd, Emiliano Minnucci – il Lazio vanta 361 km di costa, 43 laghi, 18 fiumi e 11 porti marittimi strategici per spostamenti e trasporti commerciali, che può creare, anche grazie alla nostra legge regionale, occupazione qualificata, promuovendo ricerca, innovazione, investimenti e lo sviluppo di un’economia circolare e attenta all’ambiente e che comprenda non solo il mare ma anche, mi preme sottolinearlo con particolare forza, laghi e fiumi”.

“Come Regione Lazio siamo stati precursori di un intervento che ritengo fondamentale. La blue economy può essere il primo passo verso un’economia sostenibile che crea sviluppo e nuova occupazione stabile e di qualità, soprattutto in un momento delicato come questo che stiamo vivendo – ha detto all’AGI Gino De Paolis, consigliere regionale della lista civica Zingaretti e firmatario della proposta di legge sulla Blue Economy – si tratta di un intervento che può rappresentare una nuova visione economica incentrata sull’ambiente e sull’acqua. La legge approvata prevede infatti la creazione di un sistema sinergico tra imprese ed enti di formazione e ricerca, investimenti sulla formazione professionale sul tema della blue economy, supporto alla nascita e allo sviluppo di PMI, start up e nuove imprese giovanili che opereranno nel settore. Un ruolo importante sarà giocato dalle Universita’ e dagli enti di ricerca pubblici e privati. Si tratta dunque di un pacchetto di interventi integrato molto innovativo che parla di futuro in modo concreto”.

La Regione Lazio con la nuova legge favorirà l’implementazione dell’offerta formativa attivando corsi e programmi di formazione prioritariamente nelle seguenti aree: trasporto merci e passeggeri; filiera ittica; estrazioni marine; cantieristica; turismo marittimo, fluviale e lacuale, costiero e di crociera; biotecnologia marina; nautica da diporto, porti e porti a secco; ricerca e tutela ambientale; servizi di alloggio e ristorazione; attività sportive e ricreative; servizi di trasporto; cultura, paesaggio e archeologia; nuove tecnologie per l’informazione e la comunicazione; informazione e formazione per la conoscenza degli effetti climatici e loro mitigazione; difesa delle coste e riqualificazione del litorale; sicurezza e protezione marittima, anche con la cooperazione della guardia costiera. 

È prevista l’istituzione di una ‘Rete’ per la Blue Economy per favorire la connessione tra gli operatori del settore e il sistema di formazione professionale ed una ‘Cabina di regia’ regionale per lo sviluppo sostenibile della Blue economy che sarà composta dal presidente della Regione e dagli assessori competenti. Alle riunione della Cabina di Regia potranno partecipare anche sindaci dei territori coinvolti oltre alle associazioni di categoria maggiormente rappresentative nonché anche altri enti e organismi interessati.

Per favorire lo sviluppo del sistema produttivo regionale, la Regione interverrà a sostegno delle attività svolte dalle imprese anche in collaborazione con le università e gli enti di ricerca pubblici e privati, nel settore della Blue economy.

“Adeguate politiche di tutela delle nostre acque non possono prescindere dalla salvaguardia dell’eco sistema dei siti, ma certamente è necessario preservare anche la funzione economica di fiumi e laghi e soprattutto del mare che bagna gli oltre trecento chilometri delle coste laziali – ha detto all’AGI Giancarlo Righini, vicepresidente della commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio – Comparti produttivi come il turismo balneare e le imprese di pesca, rappresentano un quota rilevante del Pil della nostra regione con ricadute significative anche sulla ristorazione e sul commercio ittico. Come ho più volte sostenuto, le difficoltà in cui versano da tempo, sia la categoria delle aziende di pesca, che l’indotto della distribuzione e vendita, fortemente acuite dalle misure restrittive dovute alla pandemia e di recente dall’aumento del prezzo del carburante, esigono delle risposte concrete da parte dell’Amministrazione Regionale. Effettivamente, la proposta di legge denominata Blu Economy, mi è sembrata una buona opportunità per cominciare a dipanare il groviglio normativo ed aggiornare regole e programmazione del mondo lavorativo che ruota intorno alla pesca”. 

“L’apporto che ho fornito alla preparazione della legge, consta di due ordini del giorno di cui sono primo firmatario, uno insieme ai colleghi di FdI, l’altro con alcuni consiglieri della maggioranza – ha aggiunto Righini – il primo degli atti in questione verte sulla necessità di aggiornare il legislatore sulle condizioni di questo importante settore di produzione alimentare. L’atto approvato dal Consiglio Regionale, impegna la Giunta ad affidare a un Istituto Scientifico la redazione di un rapporto dettagliato da aggiornare periodicamente, per dotare la Regione ed il Governo nazionale delle conoscenze necessarie a stilare un programma di rilancio del comparto ittico. Un dispositivo calibrato sia sul sostegno all’attivita’ imprenditoriale e del mantenimento dell’alta qualità del prodotto nostrano, che sulla la tutela del mare, del suo eco sistema cosi’ come del suo valore ambientale e paesistico. Proprio nell’ottica di favorire il recupero di importanti quote di mercato e di valorizzare il pescato del mare laziale, l’altro Odg a mia prima firma, che impegna la Giunta a prevedere meccanismi che ne favoriscano il consumo anche nelle mense scolastiche”.

“Con questa legge, la Regione vuole riportare il Lazio al centro del Mediterraneo, ragionando dunque in una ottica più ampia, in un contesto internazionale e di sostanziale rinnovamento – ha detto all’AGI Enrico Forte, consigliere regionale del Pd, firmatario e promotore della legge – le parole d’ordine sono innovazione, sostenibilità e formazione: su questo ultimo aspetto non si può dimenticare il grande progetto del Politecnico del Mare di Ostia, che rappresenta una fucina di professioni per il settore”.

La nuova legge regionale prevede anche che vengano incentivati gli investimenti nei prodotti innovativi nelle micro, piccole e medie imprese per ridurre l’incidenza della plastica sull’ambiente acquatico e per promuovere la transizione verso un’economia circolare con da prodotti e materiali innovativi e sostenibili; progetti per la creazione e lo sviluppo di imprese innovative orientate all’utilizzo di conoscenze e competenze nel settore della Blue economy; la realizzazione di attività fieristiche finalizzate al trasferimento di conoscenze e tecnologie a livello intersettoriale nazionale e internazionale; progetti di sensibilizzazione culturale a tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino, fluviale e lacustre anche mediante la promozione del consumo sostenibile del pesce derivante dalla filiera ittica locale, in particolare nelle mense scolastiche.

“La Blue economy è strategica per il Lazio, terza regione in Italia per l’incidenza dell’economia del Mare ( 5,5%) sul totale dell’economia regionale, anche se in termini assoluti ospita la provincia con il maggior numero di imprese del comparto in Italia: Roma ne conta 31.726, Napoli poco più della metà con 16.987 solo per fare un raffronto – ha aggiunto il consigliere Forte – la nuova legge conferma l’economia del Mare come asset fondamentale per il territorio nell’ottica della programmazione europea 2021-2017 integrandosi con tutti gli strumenti in corso, come la cabina di regia dell’economia del Mare che coordina le politiche della ‘Blue Growth’ della Regione ed altri progetti di cooperazione internazionale. Con il mutare delle condizioni internazionali, credo che la Regione debba insistere molto sugli aspetti green, sostenendo l’energia rinnovabile a servizio del comparto ma anche come nuova fonte di energetica attraverso scelte innovative e compatibili come l’impianto eolico offshore di Civitavecchia. In ultima istanza credo che il Paese, nel suo complesso, debba rinforzare gli investimenti nell’economia blu e creare una ministero ad hoc per il suo sviluppo cosicché possa benificiarne l’Italia nel suo complesso”.