Nella Valle d’Aosta arancione scatta il numero chiuso sulle piste da sci

AGI – Piste da sci a numero chiuso in Valle d’Aosta. E’ questa la principale novità che dal 17 gennaio interessa la regione alpina, diventata arancione per aver superato tutti gli indicatori critici, come l’alto numero dei contagi e dei ricoveri. Lo ha spiegato all‘AGI, Herbert Tovagliari, presidente e amministratore delegato di Cervino Spa, la società che gestisce gli impianti di Breuil-Cervinia, Valtournenche, Torgnon e Chamois, tra i più grandi comprensori sciistici delle Alpi italiane. 

Con il passaggio in arancione “ci viene imposto un contingentamento, un numero chiuso massimo di persone – precisa – che possono accedere agli impianti”. Un numero “che è in corso di definizione”, sarà reso noto a brevissimo, “ma che dalle stime che abbiamo fatto dovrebbe essere sufficiente a garantirci una buona offerta di posti per i clienti”. Questo perché gennaio è un mese di bassa stagione. E dunque “in questo periodo, non sforeremo quel numero sicuramente”. 

Lo sci resiste, al di là di tutti i nuovi limiti: dal casco obbligatorio all’assicurazione in pista, al Green pass rafforzato. Lo dicono i numeri, che in questa stagione sono stati decisamente importanti, in linea con il periodo pre-Covid. Durante le festività natalizie e di Capodanno ogni giorno sono stati registrati 15 mila primi accessi. “Siamo sicuramente molto al di sopra di una stagione paragonabile a quella pre Covid che è la 2018-19. Rispetto ad allora abbiamo registrato oltre il 10% in più di primi ingressi. Stiamo lavorando molto bene”.

Situazione diversa potrebbe verificarsi a fine febbraio, ma è tutto da vedere. “Potremmo avere qualche problema nelle giornate di massimo picco di affluenza, a carnevale“, per adesso però nessun allarme. 

Sia chiaro che la limitazione del numero di persone non riguarda la percentuale di ingressi negli impianti di risalita, chiusi o aperti che siano, ma proprio la presenza sulle piste: “il numero di persone che possono accedere al comprensorio è l’unica differenza impattante” con il cambio di colore.

Per il resto, già dal 10 gennaio scorso, per salire in vetta era necessario avere il Green pass rafforzato.

In questo primo fine settimana avete riscontrato problemi? “Vendendo principalmente online abbiamo la possibilità di fare dei controlli a campione e, inoltre, per scelta, abbiamo installato dei macchinari automatici – spiega l’ad di Cervino Spa, – per il controllo del certificato verde, che sono presidiati da operatori della società. Ma non abbiamo mai avuto grossi problemi. E vale anche per i weekend di ottobre, quando veniva controllato ogni singolo sciatore. Certo qualche caso c’è stato, qualche tentativo di passaggio con green pass che non era regolare, ma davvero insignificante rispetto ai numeri che abbiamo”. 

Secondo il presidente della Regione Erik Lavevaz la scivolata in arancione è stata causata dall’alto numero di persone non vaccinate ricoverate, questo guardando i dati delle ospedalizzazioni. Una scelta di pochi che può avere conseguenze per tutti. Vale anche sulle piste? “I numeri dei valdostani sui nostri impianti di risalita sono piccolissimi, la gran parte della clientela è estera, e italiani fuori valle. Anche perché la gran parte dei valdostani che operano nel settore turistico in questo periodo lavorano e non frequentano massivamente le piste”. “Ci sono tantissimi stranieri, anche se non come nei periodi pre Covid. Ma la fettina di stranieri che manca è sostituita da quegli italiani che probabilmente hanno scelto di non andare all’estero”.