Omar Visintin medaglia di bronzo nello snowboard cross

AGI –  Omar Visintin è medaglia di bronzo nello snowboardcross ai Giochi olimpici di Pechino 2022. 

Visintin, 32 anni, altoatesino, già vicecampione del mondo e otto volte vincitore in Coppa del mondo nella spettacolare specialità del snowboardcross, nella finale svoltasi al ‘Genting Snow Park’ di Zhangjiakou in Cina si è classificato terzo nella gara vinta dall’austriaco Alessandro Haemmerle davanti al canadese Eliot Grondin. Dopo una partenza tutt’altro che esaltante, l’azzurro tra i curvoni dell’impegnativo percorso cinese e riuscito a recuperare quella posizione che gli ha consentito di conquistare la tanto sognata medaglia. Quarto l’austriaco Julian Lueftner.

Il bronzo conquistato da Omar Visintin nello snowboardcross dei Giochi olimpici di Pechino, è la quarta medaglia a cinque cerchi della storia per l’Italia dello snowboard, la prima al maschile nella specialità dopo l’oro di Michela Moioli a PyeongChang 2018.

Le precedenti due medaglie ottenute dalla ‘tavola’ azzurra erano state conquistate nelle discipline cosiddette ‘alpine’. La prima, l’argento di Thomas Prugger nello slalom gigante (specialità non più olimpica) a Nagano 1998 nell’edizione dell’esordio dello snowboard ai Giochi; la seconda, il bronzo di Lidia Trettel a Salt Lake City 2002 nel gigante parallelo. 

“Una medaglia che aspettavo da otto anni”

“È una medaglia che aspettavo da otto anni, finalmente è arrivata”. È un Omar Visintin che non sta nella pelle quello che si concede ai giornalisti nella mixed zone al ‘Genting Snow Park’ di Zhangjiakou tra le montagne cinesi dopo aver conquistato, alla sua terza partecipazione olimpica, il bronzo nello snowboardcross, appassionate specialità della ‘tavola’ caratterizzato dalla sfida non contro il cronometro ma direttamente con l’avversario con particolare attenzione alle cadute e ‘sportellate’ durante la gara.

Visintin esattamente due mesi fa – era il 10 dicembre – si era infortunato seriamente durante la gara di Coppa del mondo a Montafon in Svizzera. La diagnosi era stata: “trauma cranico, lussazione del gomito sinistro e rottura di un tendine”, quindi braccio immobilizzato e riposo per alcune settimane.

In merito all’incidente in gara, il boarder altoatesino – 32 anni di Lagundo in forza all’Esercito – ha detto, “è stata una mazzata perché ho pensato di dovere rinunciare alle Olimpiadi, invece la Commissione medica della federazione è riuscita a fare un miracolo e quando mi è stato detto che sarei partito per la Cina, ho pensato esclusivamente alla pista”.

Poi Omar ha aggiunto, “certamente il braccio non è al massimo ma tanto mi è bastato per mettermi al collo il bronzo”.

“A Sochi nel 2014 arrivai da favorito e poi venni eliminato nei quarti, a PyeongChang 2018 è successo la stessa cosa e venni eliminato addirittura prima – racconta l’azzurro, ottava medaglia dell’Italia a Pechino – adesso sono arrivato un po’ meno favorito ma sapevo di avere buone chances al mio arco. Sono partito nella big final con la consapevolezza che avrei potuto giocare le mie carte. Adesso ci concentriamo sulla prova a squadra dove siamo fortissimi e in lizza per un’altra medaglia”.