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OMICIDI TRIESTE, I SINDACATI DI POLIZIA “LA LEGGE NON CI PROTEGGE”

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OMICIDI , I SINDACATI DI POLIZIA “LA LEGGE NON CI PROTEGGE”

Rabbia e dolore sono espresse dai segretari generali provinciali torinesi del e , Eugenio Bravo e Antonio Perna, per la morte dei due giovani agenti di polizia vittime, venerdì 4 ottobre, di una sparatoria in Questura a Trieste. “Non sono i primi agenti che sacrificano la loro vita per lo Stato, ma il loro sangue viene versato inspa nome di una giustizia e di un sistema legale che non tiene conto della loro sicurezza. Un sistema che consente che i tutori dell’ordine vengano derisi, insultati, aggrediti e uccisi, salvo, poi, proclamare onori e glorie per i caduti. Un sistema che ritiene che i morti delle forze dell’ordine possano essere paragonati ad un incidente sul lavoro quand’anche le leggi a protezione dei lavoratori di polizia sono assolutamente insufficienti – tuonano Bravo e Perna – Ora si parlerà dell’accaduto, ma pochi diranno che l’equipaggiamento dei poliziotti non è sempre adeguato, che il trattamento dei sospettati è troppo blando e che i poliziotti servono lo Stato con l’incubo di essere tacciati di usare le maniere forti”. Per chi, sui social, esprime “compiacimento” per la morte dei due agenti, il Siulp e il Sap chiedono una legge “che punisca chi oltraggia la memoria dei caduti in servizio. Sarebbe un minimo di riconoscimento e di sensibilità”

, I SINDACATI DI POLIZIA “LA LEGGE NON CI PROTEGGE” ultima modifica: 2019-10-06T15:28:02+02:00 da Redazione Rete 7