Omicron mette a rischio il ‘Rally di Nabbo Natale’ a Wall Street

AGI – Ci sarà quest’anno il ‘Rally di Babbo Natale’? A Wall Street (quasi) tutti assicurano di sì. Ma i più saggi ritengono che comunque l’ultima parola spetti a Omicron. E il rischio di volatilità del mercato è dietro l’angolo.

Il ‘Rally di Babbo Natale’ è un evento molto specifico. È la tendenza del mercato al rialzo negli ultimi cinque giorni di negoziazione dell’anno in corso e nei primi due di quello nuovo. L’espressione, coniata da Yale Hirsch nello ‘Stock Trader’s Almanac’ (era il 1967), ha prodotto rendimenti positivi in ​​34 delle ultime 45 festività natalizie, per un rendimento medio dell′1,4%.

Il problema, ovviamente, è che quella che ci aspetta non è una normale fine dell’anno e non lo sarà nemmeno per la Borsa di New York. Non pensiamo solo a Omicron.

C’è anche la Fed, che sta per dare una stretta alla politica monetaria adottata durante la crisi pandemica ed è intenzionata ad avviare un rialzo dei tassi nella seconda metà dell’anno. 

Da quando il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha adottato una posizione più aggressiva per combattere l’inflazione (da fine novembre quindi), infatti, i settori difensivi – così chiamati perché tendono a sovraperformare durante i periodi di debolezza economica e volatilità del mercato azionario – come l’assistenza sanitaria e i beni di prima necessità hanno sovraperformato, mentre i settori ciclici come l’industria, l’energia e le banche hanno leggermente sottoperformato.

Nel complesso, l’indice S&P 500 è lievemente in avanti dal 24 novembre, prima cioè della notizia della nuova variante che ha poi colpito anche i mercati. Giovedì scorso – ultimo giorno di scambi prima della pausa natalizia – ha segnato un nuovo record in chiusura, sulla scia delle notizie incoraggianti sull’impatto economico della variante arrivate da tre diversi studi internazionali.

“Il mercato è estremamente reazionario ora e ogni piccola notizia ha un impatto enorme“, ha spiegato George Young, portfolio manager di Villere & Co. Young sta pianificando di sfruttare qualsiasi volatilità indotta da Omicron per i titoli dei viaggi, come quelli della società bancaria First Hawaiian le cui azioni sono aumentate del 14,4% in un anno. 

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, Omicron sta causando il raddoppio dei casi ogni due-tre giorni. La variante ora rappresenta il 73% di tutti i nuovi casi negli Stati Uniti, rispetto a meno dell’1% di inizio mese. Tuttavia, le nuove informazioni scientifiche sulla virulenza di Omicron hanno reso gli investitori meno pessimisti rispetto alla loro primissima reazione.

L’S&P 500 ha chiuso in ribasso del 2,3% il 26 novembre dopo la scoperta della variante, per i timori di nuovi lockdown. Gli ultimi studi secondo i quali con Omicron si finisce meno in ospedale hanno dato un’iniezione di ottimismo al sentiment degli investitori. 

A dicembre i titoli dei produttori di vaccini sono crollati, poiché gli investitori si aspettano che l’impatto della nuova variante sia limitato sulla base di dati più recenti. Tutto ciò è di buon auspicio per quello che è noto nel mercato come il ‘rally di Babbo Natale’.

Andando ancora più addietro nel tempo rispetto all’almanacco di Hirsch, dal 1945 durante gli ultimi cinque giorni di contrattazioni di dicembre e i primi due di gennaio le azioni Usa sono aumentate in 56 anni su 75, secondo i dati del Cfra Research.     

Quest’anno, il conteggio inizia il 27 dicembre. Il rally medio di Babbo Natale ha fatto salire l’S&P 500 dell’1,3% dal 1969, secondo lo ‘Stock Trader’s Almanac’. Non è chiaro fino a che punto gli analisti di Wall Street si aspettino che Omicron influisca sugli utili e sull’economia.

La crescita stimata degli utili dell’S&P 500 nel 2022 era dell’8,3% venerdì scorso, rispetto all’8,0% di inizio dicembre, secondo i dati di Refinitiv. E Goldman Sachs ha tagliato la stima del Pil Usa al 3,8% dal 4,2% proprio a causa dell’incertezza dell’impatto dell’ondata Omicron. 

 Sebbene ci sarà probabilmente un impatto economico da Omicron, la spesa dei consumatori statunitensi rimarrà probabilmente forte, ha affermato Cliff Hodge, chief investment officer di Cornerstone Wealth. 

L’esperto suggerisce di restare concentrati su qualsiasi segnale arrivi dal senatore Joe Manchin e l’accordo che potrebbe raggiungere per sostenere la proposta di legge del presidente Joe Biden da 1,75 trilioni di dollari del Build Back Better per il clima e la spesa sociale. 

Manchin, che avrebbe fornito uno dei voti chiave per approvare il disegno di legge in un Senato diviso, ha dichiarato di non poter sostenere il disegno di legge nella sua forma attuale. Il leader della maggioranza al Senato, Chuck Schumer, ha dichiarato che il Senato voterà il disegno di legge all’inizio di gennaio. 

Abbiamo bisogno di un po’ di buone notizie sia sul fronte Manchin che su Omicron per dare il via a un rally”, ha detto Hodge. “Ma prevediamo comunque un piccolo ‘rally di soccorso’ a gennaio”.

C’è anche da dire che la prossima settimana non avrà grandi dati macro. Il più importante è forse l’indice dei prezzi delle case S&P Case-Shiller, che misura i prezzi delle case unifamiliari nelle venti principali aree urbane del Paese.

E la mancanza di nuove letture della forza dell’economia Usa in un momento in cui il numero dei casi di Covid è in aumento potrebbe rendere il mercato azionario più volatile sino alla fine dell’anno, ha avvertito Dana D’Auria, co-chief investment officer di Envestnet Pmc. 

“Il mercato è diventato piuttosto bravo a stabilire i prezzi a partire da ciò che stiamo imparando dal punto di vista della salute”, ha affermato l’esperto. Se i casi di Omicron continueranno ad aumentare o ci saranno segnali di nuove restrizioni economiche, gli investitori probabilmente si riequilibreranno investendo nei titoli delle tech dei colossi come Apple, che sono stati tra i più premiati durante la crisi innescata dal Covid. 

L’ultimo sogno per i rialzisti è chiudere l’anno vicino ai massimi storici. Non sarebbe una forzatura: l’ultimo record di chiusura dello S&P 500 è a 4.712 (il 10 dicembre), solo 16 punti in più dall’ultima contrattazione. 

“Dal 1980, il massimo di dicembre dell’S&P si è verificato nell’ultima settimana di questo mese in quasi la metà (41%) degli anni”, ha affermato in una recente dichiarazione Jessica Rabe, co-fondatrice di DataTrek Research. E ha aggiunto: “In conclusione: la storia dice che l’S&P probabilmente raggiungerà un altro record alla fine di questo mese”.