Orrori arbitrali e gaffe in serie: la Coppa d’Africa fa autogol

AGI – “Un piccolo torneo” lo ha definito Jurgen Klopp, stizzito perché sottrae Momo Salah, Sadio Manè Mané e Naby Keita al suo Liverpool. E di certo finora la 33ma edizione della Coppa d’Africa in svolgimento in Camerun non ha fatto proprio nulla per smentire il tecnico dei Reds. La prima settimana è stata segnata da una media di appena un gol a partita e soprattutto da episodi ai limiti del tragicomico: fischi finali anticipati, inni sbagliati, chiamate senza senso del Var ed episodi che con il calcio c’entrano poco o niente, espulsioni e risse come quella scoppiata nel finale di Gabon-Ghana. 

Nelle 18 gare finora disputate, 10 delle quali terminate per 1-0 e tre chiuse a reti inviolate, sono emerse scene assurde che sono risultate più divertenti del modesto spettacolo in campo. Il caso più eclatante è quello della gara tra Tunisia e Mali, finita 0-1: un rigore per parte (segnato dai maliani e sbagliato dai tunisini), un espulso tra le fila del Mali e un triplice fischio anticipato di ben cinque minuti. Jenny Sikazwe, esperto arbitro dello Zambia, ha infatti pensato bene di fischiare clamorosamente la fine della partita al minuto 85′, in una gara in cui ci sono state nove sostituzioni, diverse interruzioni per chiamate del Var e un cooling break.

Sulla panchina della Tunisia rimangono tutti sconcertati, il direttore di gara però capisce di aver sbagliato e fa riprendere il gioco, ma 17 secondi prima del 90′ fischia nuovamente la fine dell’incontro, scatenando l’ira dei tunisini. Non è finita qui, perché incredibilmente la Caf (Confederation of African Football) decide di far giocare il recupero con un altro arbitro a causa di un presunto malore accusato da Sikazwe, il Mali viene richiamato dagli spogliatoi e il loro ct trascinato via dalla sala conferenze stampa, ma a quel punto la Tunisia non ci sta e decide di non riprendere più il match, presentando ricorso per la ripetizione del match.

Per la cronaca Sikazwe fu selezionato dalla FIFA per i Mondiali di Russia 2018, in cui diresse Giappone-Polonia e Belgio-Panama, due gare delle fasi a gironi.

Nello stesso giorno, prima dell’inizio della gara tra Mauritania e Gambia, altro episodio imbarazzante. Al momento degli inni nazionali i calciatori della Mauritania impiegano una frazione di secondo a capire che c’è qualcosa che non va. Quello suonato non è il loro inno, si prova a cambiar ‘musica’ ma niente da fare. Un altro errore e a quel punto, nel disagio generale, lo speaker invita i mauritani a cantare l’inno per conto proprio, a cappella.

Se la brutta rissa scoppiata tra Gabon e Ghana a fine partita, con Tetteh espulso per un colpo al volto di Boupendza, non è purtroppo rara nel calcio di oggi, un altro momento surreale lo si è vissuto nella sfida tra Nigeria ed Egitto. La nazionale biancoverde si appresta a battere un calcio d’angolo, ma il Var interviene inspiegabilmente per cambiare la decisione e assegnare la rimessa dal fondo agli egiziani. Un episodio ininfluente ai fini della gara (finita 1-0 per la Nigeria), ma la chiamata del Var per un corner è fuori da qualsiasi protocollo calcistico.

È una Coppa d’Africa che in queste prime partite sta riscrivendo un po’ comicamente il modo di vedere e interpretare il calcio, tant’è che anche beIN Sports e Sky Sports sono andate nel ‘pallone’ qualche istante prima del fischio d’inizio di Nigeria-Egitto. Secondo la grafica delle formazioni, gli egiziani sarebbero scesi in campo con un misterioso 5-5-0, un modulo che ha quasi fatto pensare al famoso “5-5-5” del mitico Oronzo Canà.