Partita sospesa a Udine per ululati razzisti. Milan e Lega A: “no al razzismo”

AGI  – A Udine la partita tra Udinese e Milan è stata sospesa per cinque minuti dall’arbitro Maresca per gli ululati razzisti contro il portiere rossonero Maignan arrivati dalla curva dei tifosi di casa alle sua spalle. Al 34mo del primo tempo, con gli ospiti in vantaggio 1-0 con Loftus-Cheek, l’arbitro Maresca ha sospeso il gioco e ha fatto leggere un annuncio all’altoparlante per far cessare ogni espressione di discriminazione razziale.
La gara è poi ripresa con sei minuti di recupero.

LA LEGA SERIE A CONDANNA OGNI FORMA DI RAZZISMO. pic.twitter.com/3wOCYt9SZt

— Lega Serie A (@SerieA)
January 20, 2024

“Nel nostro sport non c’è assolutamente posto per il razzismo: siamo sconvolti. Siamo con te, Mike”, ha scritto sui social il Milan. La Lega Serie A su X ha espresso la sua “condanna” per “ogni forma di razzismo”. 

Balzaretti, nostro club multietnico 

 “Il nostro è il club più multietnico possibile e la nostra è una città esempio a livello di integrazione. Se individueremo i responsabili, prenderemo provvedimenti. La procura indagherà. Non tolleriamo episodi di razzismo. I fatti sono ancora in fase di studio. Ci sono tutti gli strumenti per capire e indagare”. Così Federico Balzaretti, responsabile area tecnica dell’Udinese, ai microfoni di Sky Sport dopo il ko dei bianconeri contro il Milan.

Gravina, nel calcio non c’è posto per il razzismo

“Nel calcio non c’è posto per il razzismo, siamo solidali con Maignan e condanniamo duramente quanto accaduto a Udine. Bene ha fatto l’arbitro a sospendere la gara, non si deve giocare per forza quando accadono questi comportamenti vergognosi”. Così il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, dopo quanto accaduto durante Udinese-Milan. 

Amnesty, si pone questione dei diritti umani

“Solidarietà a Maignan che pone una questione di diritti umani”: lo scrive in un post il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury, dopo gli ululati razzista al portiere del Milan a Udine, lamentando che è “una questione mai affrontata da quel calcio che in questi giorni gioca la Supercoppa in Arabia Saudita, incurante delle violazioni dei diritti umani in quel Paese. Tutto torna, soprattutto l’indifferenza”.