Pelosi andrà a Taiwan. Pechino avverte: l’esercito non starà a guardare

AGI – Al via tra le tensioni la visita in Asia di Nancy Pelosi, che già il 3 agosto prossimo, secondo le indiscrezioni di Taipei, potrebbe incontrare la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen. Da Pechino, il ministero degli Esteri cinese avverte che l’Esercito Popolare di Liberazione – di cui oggi ricorre il 95esimo anniversario dalla fondazione – “non starà mai a guardare” la visita di Pelosi a Taiwan, e ribadisce, tramite il portavoce Zhao Lijian, che la Cina prenderà “contromisure decise e forti” nel caso dell’arrivo di Pelosi sull’isola. La missione, di cui non ci sono ancora conferme ufficiali, appare, pero’, sempre più imminente.

I media di Taiwan, tra cui l’emittente Next Tv, parlano di un arrivo della speaker democratica della Camera dei Rappresentanti Usa sull’isola già nella notte di domani, mentre il giorno successivo, la terza carica dello Stato Usa avrebbe in programma un incontro con la presidente dell’isola, Tsai Ing-wen.

Il possibile arrivo di Pelosi a Taiwan – che sarebbe la prima volta volta in 25 anni per uno speaker della Camera dei Rappresentanti Usa – sta facendo innervosire Pechino da giorni: l’escalation dei toni ha coinvolto media, commentatori ed esperti, con in prima fila l’agguerrito Global Times, il tabloid pubblicato dal Quotidiano del Popolo, organo di stampa del Partito Comunista Cinese, che tra le opzioni di Pechino cita anche quella di inviare caccia per intercettare l’aereo su cui viaggia la delegazione del Congresso Usa guidata da Nancy Pelosi.

La tensione è palpabile anche sul piano militare: sabato scorso, la Cina ha avviato esercitazioni militari al largo delle coste del Fujian, che si affaccia sullo Stretto di Taiwan, e gli Stati Uniti starebbero effettuando manovre, che coinvolgono anche portaerei, vicino a Taiwan, secondo quanto riporta il Nikkei Asian Review. Le pressioni militari della Cina riguardano anche i cieli di Taiwan.

Pechino ha inviato oggi quattro caccia nello spazio aereo di Difesa dell’isola, secondo quanto riferisce il ministero della Difesa Nazionale di Taipei: un numero basso – soprattutto rispetto alle decine di aerei da combattimento che hanno violato lo spazio aereo dell’isola negli ultimi mesi – anche se il più alto dal 24 luglio scorso.

Taiwan è al centro degli attriti tra Stati Uniti e Cina, che rivendica la sovranità sull’isola, e neppure il colloquio telefonico di oltre due ore tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il presidente Usa, Joe Biden, sembra essere riuscito ad abbassare i toni. “Chi gioca con il fuoco si brucia”, è stato l’avvertimento del leader cinese a Biden, che ha ribadito l’opposizione Usa a “tentativi unilaterali di cambiare lo status quo” nello Stretto di Taiwan.

Intanto, ha preso ufficialmente il via la visita di Pelosi in Asia. Oggi, a Singapore, la speaker democratica ha avuto incontri con la presidente Halimah Yacob, e con il primo ministro Lee Hsien Loong, che ha sottolineato l’importanza di “stabili relazioni tra Usa e Cina per la pace e la sicurezza regionale” nell’incontro con la delegazione del Congresso Usa.

La guerra in Ucraina, i cambiamenti climatici, ma anche la situazione nello Stretto di Taiwan sono stati affrontati tra gli argomenti di discussione, secondo quanto riferisce la diplomazia della città-Stato asiatica.

Dopo Singapore, dove rimarrà fino a domani, Pelosi si sposterà in Malaysia, seconda tappa della missione. Poi potrebbe avverarsi l’ipotesi Taiwan, che sembra prendere sempre più corpo nelle ultime ore, prima delle visite, già annunciate, in Corea del Sud e Giappone.