Per Mosca l’adesione dell’Ucraina all’Ue “Sarebbe un grosso problema per la stessa Unione”

AGI – Dopo la Nato, l’Unione europea. Non usano gli stessi toni minacciosi di quando sul tavolo c’era la possibile adesione di Kiev all’Alleanza atlantica, ma a Mosca iniziano a mostrare nervosismo per la prospettiva dell’Ucraina avviata verso l’adesione all’Ue. Nel giorno in cui i leader europei, Mario Draghi, Olaf Scholz ed Emmanuel Macron – in visita per la prima volta a Kiev dall’inizio della guerra – hanno cercato di smorzare le differenze di vedute sul tema, esprimendo il loro sostegno all’ingresso dell’Ucraina, dal Cremlino il portavoce Dmitri Peskov ha messo in guardia: sarà “un grosso problema per la stessa Ue”, ha detto interpellato dall’AGI.

Il riferimento indiretto è a costi, rischi e sfibranti dibattiti che Bruxelles dovra’ caricarsi per accogliere un Paese come l’Ucraina, che dovra’ passare un faticoso processo di riforme, e allo stesso tempo spiegare ad altri aspiranti membri le procedure accelerate concesse a Kiev.

La Russia punta a mettere in evidenza e ad acuire le faglie tra i vertici europei e nelle diverse opinioni pubbliche. Il tema delle forniture militari a Kiev e’ delicato non solo in Italia, ma anche e soprattutto in Germania, dove il cancelliere Scholz e’ stato criticato aspramente per una posizione ritenuta troppo cauta. Prima che i tre leader incontrassero Zelensky, insieme al collega rumeno, Peskov, ha auspicato che Macron, Draghi e Scholz “non si concentrino solo sul sostegno all’Ucraina riempiendola ulteriormente di armi”. Questo, ha ammonito, “prolungherebbe la sofferenza delle persone e causerebbe ancora piu’ danni a questo Paese”.

Con l’intento di ‘smascherare’ quelli che Mosca ritiene l’ipocrisia e i doppi standard europei, ha parlato anche il capo della diplomazia russa, Serghei Lavrov.

Se l’Ue fornirà all’Ucraina una tabella di marcia per l’adesione, “significa solo una cosa: che l’Unione europea è ancora una volta pronta a chiudere un occhio su tutti i criteri che sono sempre esistiti per i candidati e a lasciarsi guidare esclusivamente da considerazioni geopolitiche”.