“Possibile ulteriore rallentamento del Pil nei prossimi mesi”, lo dice l’Istat

AGI – “Il calo di fiducia di famiglie e imprese riflette il peggioramento delle attese sulla situazione economica e i giudizi negativi degli operatori nei servizi di mercato e, in misura decisamente più contenuta, nella manifattura. Al contrario, le imprese del settore delle costruzioni hanno mantenuto un orientamento favorevole. Questi segnali potrebbero configurare un ulteriore rallentamento dell’attività nei prossimi mesi”. Lo scrive l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia relativa a gennaio.

Nel quarto trimestre 2021 – sottolinea l’Istat – il Pil italiano ha segnato un ulteriore incremento a sintesi di un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi. Dal lato della domanda, si segnala il contributo negativo della componente estera netta. La crescita acquisita per il 2022 è pari al 2,4%.

A dicembre, il mercato del lavoro ha evidenziato segnali di stabilizzazione. I tassi di occupazione e inattività sono rimasti sui valori del mese precedente, mentre si è ridotto marginalmente quello di disoccupazione. Dal lato delle imprese permangono difficoltà nel reperire lavoratori con competenze adeguate.

A gennaio, l’inflazione ha mostrato una ulteriore crescita. Il valore acquisito per l’anno corrente è +3,4%.

La produzione a -1% in dicembre, +4,4% su anno

A dicembre 2021 l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisce dell’1,0% rispetto a novembre. È quanto stima l’Istat, che sottolinea come nella media del quarto trimestre il livello della produzione cresca dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 4,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22, contro i 21 di dicembre 2020).

Nel dettaglio, l’indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale solo per l’energia (+0,1%), mentre diminuisce per i beni intermedi (-0,5%), i beni di consumo (-1,0%) e i beni strumentali (-2,2%). Sull’anno, incrementi rilevanti caratterizzano i beni di consumo (+10,4%) e l’energia (+8,9%); più contenuta è la crescita per i beni intermedi (+2,1%) e i beni strumentali (+0,3%).