Presidenziali francesi: continua l’ascesa di Marine Le Pen, Macron in difficoltà

AGI – A quattro giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali francesi continua l’ascesa di Marine Le Pen e la partita si fa sempre più complicata per il presidente-candidato, Emmanuel Macron.

Negli ultimi sondaggi realizzati da Elabe e Kantar-Epoka, Le Pen è cresciuta fra 1,5 e 2 punti, arrivando al 23%, mentre Macron oscilla fra il 25 e il 28% e il candidato di estrema sinistra, Jean-Luc Melenchon, è al 15-16%.

A questo punto sembra abbastanza probabile un ballottaggio Macron-Le Pen. La candidata nazionalista ne è consapevole e per non commettere errori ha deciso di annullare diversi appuntamenti che erano in programma.

Meno si parla, meglio è. Le Pen vuole evitare di ripetere alcuni errori del 2017, come il modo in cui affrontò Macron nel dibattito televisivo prima del secondo turno, giudicato troppo aggressivo.

La candidata del Rassemblement National terrà comunque il comizio finale a Perpignan domani pomeriggio. Da parte sua, Macron è consapevole dei rischi che corre. Sì, perché dopo aver incassato una crescita di alcuni punti per la sua attività diplomatica internazionale per evitare la guerra in Ucraina, ora traballa.

Ha perso circa tre punti rispetto a tre settimane fa. Spesso accusato di essere il presidente dei ricchi, l’inquilino dell’Eliseo è da alcuni giorni in difficoltà per lo scandalo delle consulenze milionarie che lo Stato francese ha affidato ad alcune società, in particolare l’americana McKinsey.

Un caso che non va sottovalutato e per il quale la magistratura ha aperto un’inchiesta, dopo la pubblicazione di un rapporto di una commissione d’inchiesta del Senato nel quale viene riferito che l’importo dei contratti con queste società di consulenza, come McKinsey, “è più che raddoppiato” fra il 2018 e il 2021, raggiungendo un record di oltre un miliardo di euro nel 2021.

Nel programma di Macron c’è anche l’innalzamento dell’età pensionabile e questa non è certamente una misura popolare.

Ma il punto più delicato resta quello della sicurezza e dell’immigrazione. Nel suo quinquennato Macron ha cercato di rassicurare il Paese sulla sicurezza e sul terrorismo islamico. Ma potrebbe non essere sufficiente. Le banlieue restano un problema enorme.

Un problema che esiste dalla fine degli anni Ottanta e che è peggiorato sempre di più, creando di fatto due Paesi in uno.

Rispetto a questo argomento, il presidente-candidato si presenta come il garante di una convivenza, come il candidato che evita quella guerra civile che molti temono possa un giorno o l’altro scoppiare.

E che con Le Pen potrebbe invece iniziare, lascia intendere Macron. Per questo punta sull’unità del Paese. Ma nei sondaggi Le Pen è al 47% nel probabile ballottaggio contro di lui e con questa forchetta, è stato osservato, un incidente elettorale è possibile per Macron.

La figlia di Jean-Marie è cresciuta sempre di più nei consensi da quando è scesa in campo anni fa, prendendo il posto del padre. Ora spera. Non sarà facile. Ma nemmeno per Macron lo sarà.

Certamente l’astensionismo rischia di essere alto: un’inchiesta recente di Ipsos-Sopra Steria parla del 30 per cento. Quasi un elettore su due nella fascia tra i 25 e i 34 anni potrebbe non votare