Presidio degli agricoltori a Orte, arriva la sindaca di Viterbo. Bloccata l’uscita del casello A1 di Valdichiana

AGI – “Se una rappresentanza così importante di agricoltori e produttori si riunisce per protestare credo che le istituzioni non possano mancare”. Lo ha detto all’AGI la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, giunta oggi a Orte dove gli agricoltori a bordo dei loro trattori sono in protesta da alcuni giorni nei pressi del casello dell’A1. La situazione al momento è tranquilla e non presenta criticità.

 

 

“Il nostro primo dovere è l’ascolto – ha affermato Frontini – quindi venire qui, ascoltare le istanze e farsi, per quanto possibile come Comune, parte attiva di queste rivendicazione credo che sia doveroso perchè la Tuscia è la terza provincia d’Italia per il Pil agricolo e la prima per valore aggiunto prodotto dall’agricoltura”. “E’ un grande tema che va affrontato – ha concluso Frontini – e dal livello locale a salire dobbiamo metterci in posizione d’ascolto”. 

 

Bloccata uscita dell’A1

 

“Ci avete tolto la dignita'” e ancora “L’agricoltura muore e le associazioni dormono”. Così i cartelli nei trattori degli agricoltori da questa mattina al casello A1 di Bettolle per la protesta organizzata dal Movimento Riscatto Agricolo, presenti spontaneamente anche moltissimi agricoltori. I trattori stanno sfilando a passo d’uomo, sventolando solo la bandiera italiana. Alle 12,20 il blocco dell’uscita A1. “Il nostro non è più un lavoro redditizio, perchè non viene riconosciuto il giusto valore ai nostri prodotti – ha spiegato un agricoltore a bordo del suo mezzo – i costi sono sempre più alti. Al governo chiediamo che riconosca il nostro ruolo. Noi lavoriamo tutti i giorni per fornire il cibo agli italiani e mantenere il nostro territorio. Deve essere riconosciuto il valore del nostro prodotto”. La protesta durerà cinque giorni e i coltivatori chiedono un incontro al governo.

 

“Non ce la facciamo più a sostenere i costi delle aziende. Ed ecco perchè siamo arrivati a questo. Il contadino è molto individualista ma per essere qui oggi vuol dire che non ce la facciamo più. I prezzi delle materie prime sono aumentati e quelli dei nostri prodotti sono calati”, ha affermato uno dei manifestanti in trattore presente alla protesta del movimento Riscatto Agricolo in corso tra l’uscita casello dell’A1 a Bettolle e Foiano della Chiana. Gli organizzatori stimano la partecipazione di 400 agricoltori. Poco fa si è tenuto il secondo corteo di mezzi della mattinata ed ancora si registrano solo alcuni rallentamenti al traffico. Per chi esce dall’autostrada è comunque consigliato di prendere la Bettolle-Perugia invece che proseguire direttamente per Foiano della Chiana. “Al governo chiediamo che ci riconosca che il fatto che lavoriamo tutti i giorni per fornire il cibo agli italiani e per mantenere il territorio. Non vogliamo sussidi ma il riconoscimento di un giusto prezzo al nostro prodotto”, ha detto un altro manifestante.

 

Proteste anche in Sardegna, da domani presidi anche a Oristano e Porto Torres

 

Sono circa trecento i manifestanti, tra pastori e agricoltori, con una ventina di trattori, arrivati da Assemini, Guasila, Samassi, Nuraminis e Teulada, che da stamane presidiano l’ingresso del molo Dogana del Porto di Cagliari per la prima di cinque giornate di protesta del mondo agricolo in Sardegna. Nel corso della mattinata, sono attesi altri partecipanti e altri mezzi agricoli dal Sulcis. La manifestazione è stata promossa da Movimento pastori sardi e Movimento riscatto agricolo, sulla scia di quelle in corso in altri Paesi europei, per contestare le politiche comunitarie e una burocrazia che – secondo agricoltori e allevatori – rallenta i pagamenti e mette in forte difficoltà le aziende.

 

Hanno intenzione di bloccare lo sbarco dei camion, in arrivo oggi con le navi nel porto di Cagliari, i pastori e gli agricoltori che, da questa mattina, stanno presidiando l’ingresso del molo dogana. La protesta dovrebbe durare per cinque giorni, secondo quanto annunciato dai promotori, e si estenderà domani anche al porto di Oristano e giovedì a quello di Porto Torres, dove i rappresentanti del mondo agricolo e pastorale di questi territori presiederanno i porti. “E’ un caso che la protesta sia nata in questo periodo elettorale. Non permetteremo a nessun politico”, ha spiegato Roberto Congia, tra i principali referenti del Movimento pastori sardi e Movimento riscatto agricolo, e uno degli organizzatori della manifestazione, “di cavalcare questa protesta, di strumentalizzarci e di farsi la campagna elettorale alle nostre spalle. Questa è un’iniziativa che nasce dal malcontento che c’è nelle campagne e dai disagi che viviamo tutti i giorni nelle nostre aziende agricole, a causa di una burocrazia che ci sta soffocando. Ci siamo coordinati con altre regioni d’Italia e abbiamo deciso di far partire tutti insieme queste proteste da oggi. Siamo produttori di cibo e non persone che inquinano. Siamo persone che tutti i giorni dedicano tante ore al lavoro nelle campagne e chiediamo dignita'”. 

 

“L’attuale politica agricola comunitaria – ha proseguito – ci dice di non coltivare, di farlo in modo differente, non ci lascia libertà d’impresa e apre ai cibi sintetici. Ci viene il dubbio che ci sia un disegno dietro. Uno degli aspetti è quello legato al Green deal, e la Sardegna sarebbe dovuta essere avvantaggiata, visto che lo pratichiamo da sempre. Però, ci ritroviamo con i premi ridotti di oltre il 40% e non capiamo come non abbiano insegnato niente il post Covid e la guerra in Ucraina. Ci siamo ritrovati in grosse difficoltà per le carenze di materie prime. La politica agricola comunitaria, in questi ultimi trent’anni, ci ha resi deficitari perche’ preferisce acquistare prodotti da fuori, dove probabilmente c’è anche uno sfruttamento del lavoro, che in Italia non c’è. Allo stesso tempo impedisce a noi di coltivare e produrre ciò che ci serve. Si chiama sovranità alimentare, noi ci battiamo anche per questo”. “La nostra richiesta è quella di continuare a lavorare e a produrre cibo sano”, ha ribadito Andrea Cinus, 65 anni, pastore di Teulada (Sud Sardegna). “Invece, sembra che l’idea sia di mandarci via dalle campagne per poi svenderle alle multinazionali, per creare insediamenti fotovoltaici e di pale eoliche, per speculare sull’energia. Noi invitiamo tutti i cittadini e le cittadine a preferire e ad acquistare cibo sardo perche’ e’ genuino”. 

 

Nessun disagio sull’A7 in Liguria

 

La protesta degli agricoltori contro l’Europa e’ arrivata anche in Liguria. Meno di una ventina di trattori e circa 50 persone provenienti dalla Vallescriva, questa mattina hanno raggiunto il casello autostradale di Busalla, sulla A7, ma senza creare disagi alla circolazione. Il corteo infatti si è concentrato sulla rotonda che immette alla barriera.