Professionismo più vicino per le calciatrici italiane ma “sui social resistono i pregiudizi”

AGI – Negli Stati Uniti il ‘soccer femminile si sta ormai equiparando a quello maschile: dopo il professionismo è arrivato anche l’accordo sulla parità salariale strappato dalla nazionale rosa, la Uswnt, alla Federcalcio americana (Ussf).

L’Italia resta lontana anni luce ma anche da noi qualcosa si muove: “Sicuramente dall’ultimo mondiale del 2019 tutto il movimento ha fatto tanti passi in avanti”, sottolinea Sofia Cantore, 22enne attaccante del Sassuolo in prestito dalla Juventus, in un’intervista all’AGI.

“In Italia dopo l’impresa delle azzurre finalmente si è iniziato a parlare seriamente di professionismo. Aldilà delle questioni burocratiche e delle tutele e agevolazioni che ci spetterebbero, io penso che questo cambiamento sia avvenuto in primis nella testa di ogni calciatrice”.

Il calcio e i pregiudizi

Ci sono ancora molti pregiudizi nei confronti delle donne che giocano a calcio? “Nel mio percorso personale per fortuna ho sempre avuto poco a che fare con questo tipo di discriminazioni. La cosa che mi colpisce di più sono i commenti in cui a volte mi imbatto sui social. E’ una situazione che mi rende particolarmente triste, più che triste delusa. Delusa da una società che ancora oggi non fa altro che sottolineare differenze invece che accettarle o ancora meglio decidere di conoscerle e perché no iniziare ad apprezzarle”. 

Tuttavia, Sofia racconta della crescita del calcio femminile in Italia e nel mondo, che appassiona e conquista un’audience sempre maggiore e attira sempre più l’interesse dei media, proprio grazie alla passione e alla tenacia che trasmettono le calciatrici al loro pubblico. “Ogni giorno dimostriamo che vogliamo fare davvero questo nella vita, è importante avere una mentalità da professionista curando ogni dettaglio“, ha aggiunto, “le prospettive fuori dall’Italia ci fanno brillare gli occhi, basta leggere la notizia della ragazza statunitense che ha firmato un contratto davvero importante, di un profilo economico mai visto prima”.

L’infortunio

L’attaccante lecchese è ancora alle prese con la frattura del perone destro rimediata a metà febbraio in ritiro con la Nazionale: “In realtà ho affrontato questa circostanza con una relativa serenità, è importante non abbattersi e pensare positivo. Chiaro che mi dispiace tantissimo non poter finire la stagione come avrei voluto, ma purtroppo fa parte del mestiere e invece di interrogarmi sul “perché proprio a me?” e “perché per la seconda volta?”, ho preferito guardare avanti subito. Farò sicuramente ogni cosa in mio potere per tornare come se non fosse successo niente. Penso che due prerogative femminili siano la testardaggine e la tenacia, difficilmente ci facciamo abbattere e cerchiamo una soluzione il prima possibile”.

La differenze con il calcio maschile

Le differenze tra calcio maschile e femminile? “La ricerca di un confronto tra questi due mondi, nel calcio come in generale nella vita, non fa altro che evidenziare delle fisiologiche differenze che esistono, accentuando i rispettivi limiti”, ha osservato Sofia Cantore, “semplicemente penso siano due mondi, sicuramente diversi, ma indipendenti l’uno dall’altro che possono coesistere tranquillamente nella loro diversità. Anzi, dalla diversità possono emergere spunti di riflessioni ed elementi di crescita per entrambi“. E infine, sulla lotta scudetto, sia femminile che maschile commenta: “Sicuramente la Juventus Women è la squadra favorita in questo momento, sia perché è prima in classifica sia perché è da 4 anni ormai che vince il campionato. Però penso che quest’anno il livello sia più alto, per questo non c’è nulla di certo e la competizione ne guadagna. Per il campionato maschile non saprei, nelle prime posizioni ci sono veramente pochissimi punti di scarto tra le varie squadre, sarà sicuramente una bella lotta fino alla fine”.