Psicologa: “L’angoscia della morte dietro gli omicidi in famiglia”

AGI – “Prima abbiamo avuto un’impennata di femminicidi, ogni 72 ore una donna uccisa, e adesso incominciamo con i bambini. Oltre al Covid-19 che si combatte con il vaccino, esiste anche il ‘Covid-20’, ovvero, il contagio emotivo dovuto all’angoscia di morte che ha scatenato il virus“: Maria Rita Parsi psicoterapeuta e presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus commenta, con l’AGI, le ultime notizie di cronaca che vedono minori vittime dei loro stessi genitori, come il bimbo di 7 anni ucciso con una coltellata alla gola dal padre nel Varesotto.

E’ “un ‘dramma di ritorno’ che investe le persone fragili e disturbate: a questa angoscia reagiscono o isolandosi e deprimendosi oppure diventando violenti, tanto pensano ‘non c’e’ futuro'”, ha spiega Parsi.

Secondo l’esperta donne e bambini pagheranno il prezzo più alto di questa sorta di contagio emotivo dovuto all’angoscia di morte innescata dalla pandemia. “Questo meccanismo coinvolgerà sia le donne sia i minori che saranno le vittime di chi l’angoscia di morte non la governa”, spiega Parsi. Per questo secondo la componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza occorre “tutelare a oltranza le realtà più fragili, ovvero, le donne e i bambini“.

In particolare “i servizi sociali e le realta’ di medicina sul territorio sulla salute mentale devono essere attivati il più possibile insieme alle forze dell’ordine”. “Il bambino di 7 anni ucciso dal padre”, conclude, “doveva avere un incontro protetto con il padre invece e’ stato lasciato solo”.