Putin rimuove il generale Dvornikov dal comando della guerra

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – E’ il classico modus operandi dei russi dall’inizio di questo conflitto: dire una cosa per poi smentirla nel giro di ventiquattro o quarantotto ore. Solo due giorni fa era stata Mosca a non escludere un incontro fra i due presidenti, purché, preventivamente, venisse elaborata una bozza reale di discussione. Oggi, immediato, il dietrofront: “Sinceramente non vedo alcun senso nel parlare di questa questione, neanche in teoria”. A dirlo non un parlamentare di poca importanza ma la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Che si è complimentata nei confronti di tutti coloro che stanno cercando di mediare e si propongono come negoziatori, ma ha chiuso ogni porta ad un imminente faccia a faccia fra Putin e Zelensky.
Nonostante i successi in Donbass, in ogni caso, le acque, a Mosca, non sarebbero così tranquille se è vero, come ha dichiarato un pool investigativo russo, che il Cremlino avrebbe sostituito il generale al comando della cosiddetta “operazione speciale”. Alexander Dvornikov, secondo il Conflict Intelligence Team, un’organizzazione a quanto pare indipendente, sarebbe stato sollevato dall’incarico e al suo posto sarebbe stato nominato l’ex vice ministro della Difesa Gennady Zhidko. Dall’establishment politico moscovita, naturalmente, non arriva nessuna conferma del cambio al vertice ma se fosse vero significherebbe che al Cremlino non sono così soddisfatti per l’andamento del conflitto. D’altronde, se da una parte la Russia ha occupato in cento giorni di guerra il 20% del territorio ucraino (ma ne era già in possesso del 7% al 24 febbraio, con una parte dei territori di Donetsk e Lugansk già nelle mani di Putin), è altrettanto chiaro che gli obiettivi iniziali erano altri. Lo stato maggiore ha corretto il tiro, si sta concentrando sul controllo delle province meridionali e sulla conquista dell’intero Donbass ed è proprio in questa regione che anche oggi arrivano notizie di un’avanzata costante delle forze russe.
L’esercito di Mosca, secondo il bollettino quotidiano dell’intelligence britannica, controlla “oltre il 90% della regione di Lugansk, nell’Ucraina orientale, e probabilmente salirà al 100% nelle prossime due settimane”. Una previsione categorica sulla quale, però, pende l’ago della bilancia derivante dalle nuove forniture di armi in arrivo dall’Occidente.
E proprio dagli Stati Uniti ha parlato oggi il presidente Joe Biden: nessuno, ha chiarito il numero uno della Casa Bianca, deve permettersi di decidere il futuro dell’Ucraina. “E’ il loro territorio. Non dirò loro cosa devono fare e cosa non devono fare”. Potrebbe arrivare il momento in cui i due paesi in guerra dovranno cercare un compromesso ma “cosa comporterà, non sono in grado di dirlo”, ha concluso il leader americano.
Al fronte, invece, rimane tesa la situazione nella regione di Kharkiv, dove in nottata è stata colpita la città principale ed i villaggi situati pochi chilometri a nord. Una persona è morta ed altre sono rimaste ferite. I combattimenti, soprattutto nell’area settentrionale di Lozova, continuano pressoché ininterrotti.
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