Quadrante: alla vigilia dei nuovi colloqui, Mosca intensifica i raid

AGI – I nuovi colloqui fra Russia e Ucraina per porre fine al conflitto potrebbero tenersi già domani e dopodomani, ha annunciato Kiev questa mattina. Ma il 18esimo giorno di guerra è cominciato con un’incursione russa che sembra essere un chiaro messaggio a Nato e Ue. Prima dell’alba è stata colpita la base militare di Yavoriv, ad appena 25 chilometri dalla Polonia.

La Russia, secondo il governatore di Leopoli, ha lanciato una pioggia di missili contro la struttura militare, una trentina, e secondo l’ultimo bilancio sono 35 i morti e 134 i feriti. La base, che si chiama ‘Centro internazionale per la pace e la sicurezza’ (Ipsc, nell’acronimo in inglese), a settembre scorso ha ospitato le esercitazioni militari ucraine in coordinamento con la Nato, Rapid Trident – 2021, manovre che sono andate avanti fino al primo ottobre.

Da notare che ieri la Russia aveva fatto sapere che i convogli di armi straniere per l’Ucraina sarebbero stati considerati “bersagli legittimi”. Secondo Kiev, che parla di “attacco terroristico”, nella base militare lavorano istruttori militari stranieri. Michael Gove, Cancelliere del Ducato di Lancaster, uno dei ministri del governo del premier britannico, Boris Johnson, ha invece definito l’attacco una “significativa escalation” della crisi per il fatto che si trova vicino al confine con la Polonia.

La base si trova alle porte di Leopoli, patrimonio mondiale dell’Unesco, a 60 chilometri dal confine con la Polonia, che ospita al momento centinaia di migliaia di sfollati interni ucraini e diverse delegazioni diplomatiche. La città finora non è stata interessata dai bombardamenti. Intanto le truppe russe stringono d’assedio Kiev: il grosso delle forze di terra russe rimane a circa 30 chilometri da centro della capitale ucraina.

Mentre nuove immagini satellitari hanno documentato la distruzione causata dai bombardamenti a Mariupol, la città nel sud anch’essa da giorni assediata.

Per quanto riguarda riguarda invece il fronte orientale, nel Donbass, sono state bombardate anche due chiese ortodosse, utilizzate tra l’altro per dare rifugio a civili. Si tratta della chiesa di Svyatogirsk, famoso luogo di culto nella regione di Donetsk, e di una chiesa a Severodonetsk, nella regione di Luhansk. Al momento non risultano vittime. Inoltre, il governatore di Luhansk, Serhiy Haidai, ha denunciato su Facebook che le truppe russe hanno utilizzato munizioni al fosforo, esplicitamente vietate dalla Convenzione di Ginevra, nell’assedio a Popasna, località della sua regione.

A sentire l’ultima valutazione della situazione sul terreno da parte dell’intelligence britannica, le forze russe stanno cercando di accerchiare Kharkiv, nell’Est del Paese e intanto si spingono a Ovest. Nel Sud, oltre ad assediare Mariupol, cercano di aggirare Mykolaiv nel tentativo di raggiungere Odessa. Continuano gli sforzi per evacuare dalle città il maggior numero di civili. Secondo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sono 125mila le persone che sono state evacuate a oggi con i corridoi umanitari.