Quadrante: la resistenza dei difensori di Mariupol nell’acciaieria assediata

Il porto strategico di Mariupol, che Mosca sostiene di aver “liberato”, resiste ancora alle forze russe, rivendica Kiev. Gli ultimi difensori della città sul Mare d’Azov continuano a rimanere trincerati nel vasto complesso metallurgico Azovstal, nella cui rete di bunker sotterranei si sarebbero rifugiate anche alcune centinaia di civili.  

“Siamo abbastanza per respingere gli attacchi”, ha dichiarato alla Bbc il vice comandante del reggimento Azov, Svyatoslav Palamar, che si trova  all’interno della struttura insieme a circa duemila commilitoni, 500 dei quali sarebbero feriti in modo grave, “finché siamo qua Mariupol rimane sotto il controllo dell’Ucraina“.

Mariupol steelworks: ‘We have wounded and dead inside the bunkers’ https://t.co/lj4R9dvAoL

— BBC News (World) (@BBCWorld)
April 21, 2022

“Tutti gli edifici nel territorio di Azovstal sono praticamente distrutti”, ha spiegato Palamar, “lanciano bombe pesanti, bombe ‘bunker-buster’ che causano enorme distruzione. Abbiamo feriti e morti nei bunker. Alcuni civili rimangono intrappolati sotto gli edifici crollati”.

Secondo l’ultimo bollettino dell’intelligence britannica, la Russia ha deciso di non attaccare l’acciaieria per poter impiegare altrove le forze impegnate da settimane nell’assedio della città.

“La decisione di Putin di bloccare l’acciaieria Azovstal indica probabilmente il desiderio di contenere la resistenza ucraina a Mariupol e liberare forze russe da impiegare altrove nell’Est dell’Ucraina“, si legge nel documento, “un assalto di terra russo completo all’acciaieria costerebbe probabilmente perdite significative ai russi, diminuendo ulteriormente la loro complessiva efficacia nei combattimenti”.

Nonostante la riorganizzazione, le truppe russe schierate in Ucraina, infatti, “stanno ancora soffrendo per le perdite subite nelle fasi precedenti del conflitto”, sottolineano gli 007 di Londra, “per provare a ricostituire le loro depauperate forze, sono giunti a trasportare l’equipaggiamento inutilizzabile in Russia per le riparazioni”.

Gli sforzi di Mosca al momento sono concentrati nel Donbass orientale, dove continuano pesanti bombardamenti e combattimenti intensi. Le forze russe stanno puntando sugli insediamenti di Krasnyy Lyman, Buhayikva, Barvinkove, Lyman e Popasna per proseguire la loro avanzata, che ha come obiettivo dichiarato il controllo completo delle regioni di Lugansk e Donetsk, già in parte in mano ai separatisti filorussi delle omonime repubbliche autoproclamate.