Quadrante: le truppe russe si riposizionano e guardano al Donbass

AGI – Trentacinquesimo giorno di guerra in Ucraina, e primo da quando ci sono stati i primi progressi del processo per arrivare a una soluzione del conflitto nei colloqui di Istanbul, ieri, fra delegazioni russa e ucraina. Mosca si è impegnata a ridurre drasticamente le manovre militari attorno a Kiev e Chernihiv, ma secondo gli ucraini e il Pentagono, i movimenti di truppe attorno alla capitale non si possono definire un vero ritiro ma piuttosto un riposizionamento che, avverte anche l’intelligence britannica, potrebbe significare che l’attacco si farà più intenso nel Donbass.

La stessa Difesa del Regno Unito constata la difficoltà delle truppe russe, costrette a tornare verso la Federazione o la Bielorussia “per riorganizzarsi e rifornirsi”. Ieri, a Mikolaiv la bomba che ha colpito la sede dell’amministrazione regionale della città da mezzo milione di abitanti ha provocato 12 vittime e 33 feriti.

Mosca accusa gli ucraini di non utilizzare le pause nei combattimenti previste dagli accordi sui corridoi umanitari per evacuare i civili, ma al contrario per riorganizzare le proprie forze. Intanto, il Dipartimento di Stato Usa ha invitato gli americani in Russia di lasciare immediatamente il Paese: segno di un aumento della tensione e del pericolo di “potenziali atteggiamenti minacciosi” da parte delle autorità russe nei confronti dei cittadini Usa.

Secondo i media ucraini, ancora, tenendo ferme 94 navi destinate all’esportazione di materie prime alimentari nei porti del Mar Nero, la Russia crea una crisi alimentare globale, come denunciato anche dagli Usa in una riunione Onu sulla sicurezza alimentare.

Kiev e Nord

Secondo il Pentagono, dopo avere annunciato una “riduzione drastica” delle attività attorno alla capitale, la Russia ha in realtà solo “riposizionato in piccola parte” le sue forze vicino a Kiev, ma non si sta ritirando e potrebbe prepararsi a condurre una “grande offensiva” altrove in Ucraina.

Anche l’Intelligence britannica considera che probabilmente le forze che lasciano l’area del nord verranno riposizionate per aumentare l’intensita’ dell’attacco nel Donbass.

Est

Il Donbass appare sempre più come l’obiettivo principale dell’offensiva russa, che promette di concentrarsi su questo anche in seguito ai fallimenti registrati nelle altre parti del Paese. Secondo l’intelligence britannica, lo stesso annuncio russo sulla “drastica” riduzione dell’attività a Kiev è la premessa di un riposizionamento della capacità militare a Est.

Sud

In un colloquio fra il presidente francese Emmanuel Macron e il leader russo Vladimir Putin, la proposta di un intervento umanitario a Mariupol non è stata accolta, ma il capo del Cremlino ha invitato “i nazionalisti” che resistono all’assedio ad arrendersi per consentire di affrontare la crisi umanitaria.

Intanto, un missile ha colpito la sede dell’ammistrazione regionale a Mykolaiv provocando 12 vittime e 33 feriti. La città è cruciale per la sua vicinanza a Odessa. Ovest e centro Non ci sono segnalazioni di azioni militari significative nella regione di Dnipro. La parte occidentale dell’Ucraina, compresa la città principale della regione, Leopoli, è ancora lontana dall’offensiva di terra, ma è dalla fine della scorsa settimana bersaglio di attacchi aerei.