Quadrante: l’Ucraina resiste ma paga costi altissimi

AGI – A un mese esatto dall’invasione russa, l’Ucraina resiste ma paga costi altissimi. La Nato decide di raddoppiare la propria presenza militare sulle frontiere Est dell’Alleanza e di fornire nuove armi a Kiev. L’Ucraina continua a resistere, ma Mosca stamane ha fatto sapere che l’esercito ha preso il controllo della città di Izyum nella regione di Kharkiv e ha distrutto 13 sistemi di difesa vicino a Kiev.

Da parte sua, Kiev sostiene di aver colpito e distrutto una grande nave di trasporto truppe, la Orsk, ancorata nel porto di Berdyansk; da stamane in effetti ci sono fiamme nel porto della città occupata dai russi nella provincia di Zaporizhzhia, a ovest di Mariupol sul mar d’Azov, e sui social si vedono foto con densi pennacchi di fumo che si levano dalla banchina.

Il Pentagono ha riferito che i ripetuti tentativi dei vertici militari americani di stabilire un contatto con gli omologhi russi sono falliti perché i generali del Cremlino non hanno risposto. E secondo Londra, Mosca sarà probabilmente obbligata a richiamare i riservisti, i militari di leva e i mercenari per rimpiazzare le migliaia di perdite sofferte nel corso dell’invasione in Ucraina”.

Nelle 4 settimane trascorse dall’inizio dell’invasione, le forze russe non sono ancora riuscite a prendere il controllo della capitale Kiev né della città portuale di Mariupol, in posizione strategica sul mar d’Azov, ma continuano i bombardamenti sulle città e secondo il Pentagono hanno assunto posizioni “difensive”.

Secondo l’americano ISW (Istituto per lo studio della guerra), i russi si preparano per un conflitto prolungato. La Nato, il cui vertice si è tenuto oggi a Bruxelles, schiererà quattro nuovi battaglioni in Bulgaria, Romania, Ungheria e Slovacchia per rafforzare le sue difese sul fianco orientale, ed è pronta a proteggere gli alleati in caso di un attacco nucleare, ha detto il segretario generale Jens Stoltenberg.

Kiev, Kharkiv, Nord

Si segnalano molti combattimenti sparsi e localizzati ma i rapporti di forza non sembrano modificati in modo significativo. Le forze ucraine contrattaccano in modo efficace e limitato per evitare la pressione su Kiev, ma in misura meno ampia di quanto riferiscono le fonti locali, secondo l’ISW. La seconda città del Paese, Kharkiv, è sotto pressione da vari lati senza essere circondata completamente. Non sono state segnalati vasti combattimenti ma scontri contenuti.

Sud

La città di Kherson è l’unica ad essere stata completamente conquistata dalle forze russe, che cercano ancora di circondare Mykolaiv con l’obiettivo di avanzare a Ovest verso Odessa.

Ovest e Centro

Da qualche giorno non si segnalano bombardamenti significativi in queste aree dell’Ucraina.

Est

Almeno quattro persone, fra le quali due bambini, sono morte e 6 altre sono rimaste ferite da bombe russe sulla localita’ di Rubizne, nella regione orientale di Lugansk, secondo il governatore Serhi Haidai, che ha accusato i russi di usare bombe al fosforo, come già nei giorni scorsi era stato denunciato da altri responsabili locali.

Mar Nero

La marina ucraina afferma di aver distrutto una nave russa usata per il trasporto delle truppe che si trovava all’ancora nel porto di Berdiansk, non lontano da Mariupol sul Mar d’Azov. Mariupol è assediata dall’inizio dell’invasione, si trova in piena crisi umanitaria, ma i progressi di Mosca, secondo l’ISW, sono lenti e faticosi.

Bilancio delle vittime

Non ci sono bilanci precisi e recenti. L’ultimo diffuso dall’alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo risale a qualche giorno fa e parla di 925 civili di cui 75 bambini uccisi dall’inizio dell’invasione i morti, ma tutti gli osservatori concordano sul fatto che si tratta di cifre inferiori a quelle reali. Quanto ai militari uccisi, secondo le fonti occidentali sul lato russo sarebbero diverse migliaia: secondo la Nato, sono fra 7 e 15 mila, mentre Mosca non ha più dato numeri dopo averne ammessi 498 il 2 marzo. Per quanto riguarda le perdite di soldati ucraini, il 12 marzo il presidente Zelensky aveva parlato di “circa 1.300” vittime, ma da allora il bilancio non è stato aggiornato.