Quadrante: Mosca prosegue il ritiro da Kiev mentre avanza a Est

AGI – Nel 38esimo giorno di guerra in Ucraina i russi “continuano il loro parziale ritiro” dal Nord della regione di Kiev verso il confine bielorusso, come ha indicato il ministero della Difesa ucraino. Secondo l’intelligence militare britannica, le forze russe si sono ritirate dall’aeroporto strategico di Gostomel, vicino alla capitale, una delle loro prime conquiste e teatro di duri combattimenti.

Come ha ammesso il presidente Volodymir Zelensky, la situazione si fa invece più difficile nel Donbass, dove Mosca ha detto di aver conquistato la maggior parte di Novobakhmutovka, a Nord di Donetsk.

Nord

L’esercito ucraino sostiene di aver ripreso il controllo di 29 insediamenti nelle regioni di Kiev e in quella settentrionale di Chernihiv, dove però le autorità hanno denunciato saccheggi da parte dei soldati di Mosca.

Nel suo ultimo video messaggio, diffuso alle prime ore del mattino, il presidente Volodymyr Zelensky ha avvertito la popolazione: nella ritirata, il nemico sta creando “un completo disastro”, lasciando mine “sull’intero territorio”, comprese case e cadaveri. In questa stessa area, le forze ucraine hanno rivendicato il controllo dei villaggi di Sloboda e Lukashivka, a sud di Chernihiv.

Centro

Nell’Ucraina Centrale, i missili russi hanno colpito questa mattina le città di Poltava e Kremenchuk, danneggiando le infrastrutture e gli edifici residenziali, come ha reso noto il governatore regionale.

Il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, Igor Konashenkov, ha spiegato che l’aviazione delle forze aerospaziali russe ha distrutto gli aeroporti militari di Poltava e Dnepropetrovsk con missili ad alta precisione.

Sud

L’attenzione rimane puntata sulla città martire di Mariupol, sotto assedio, e sulla regione di Kherson, dove gli ucraini hanno affermato di aver liberato 11 località. Un convoglio della Croce Rossa diretto a Mariupol cerchera’ di nuovo di evacuare i civili, mentre le forze russe sembravano riorganizzarsi per nuovi attacchi nel Sud-Est.

Est

Il presidente Zelensky ha ammesso che la situazione militare nell’Est del Paese rimane estremamente difficile: ha ripetuto gli avvertimenti secondo cui la Russia starebbe preparando duri attacchi nella regione del Donbass e a Kharkiv. “Lungo l’asse orientale, l’Ucraina ha riconquistato diversi villaggi”, ha fatto sapere il ministero della Difesa, “le nostre forze si sono assicurate il controllo di una direttrice chiave a Kharkiv, dopo pesanti combattimenti”. Questo segue la liberazione di Trostyanets, nei pressi di Sumy, all’inizio di questa settimana”.

Secondo l’American Institute for the Study of War (Isw), a Est “in 24 ore le forze russe non sono riuscite a conquistare alcun territorio”, mentre il ministero della Difesa russo rivendica la conquista della “gran parte” di Novobakhmutovka, a Nord di Donetsk. Il governatore di Lugansk, Serhiy Haidai, intanto ha denunciato bombardamenti russi nella notte che hanno colpito edifici residenziali nella città di Lysychansk e nella vicina Toshkivka. Per ora non vi è un bilancio di vittime o feriti.

Le milizie filo-russe di Lugansk, intanto, sostengono che solo nelle ultime 24 ore le forze ucraine hanno perso oltre 40 uomini nei combattimenti. Ieri c’è stato uno scambio di prigionieri tra Ucraina e Russia, secondo le informazioni arrivate da Kiev che avrebbe ‘ricevuto’ 86 suoi uomini.

Crisi umanitaria

Sul fronte della crisi umanitaria, sono 2.437.000 le persone scappate verso la Polonia dall’inizio della guerra, secondo la Guardia di frontiera polacca, che segnala un aumento dei flussi di ritorno verso l’Ucraina: 421.000 persone sono rientrate attraverso il confine polacco dall’inizio del conflitto. Solo ieri, i rientri sono stati 15.000. Sono già otre 10 milioni gli ucraini che hanno lasciato le loro case; di questi, 4 milioni sono riparati nei Paesi confinanti e altri 6,5 milioni sono gli sfollati interni, secondo le Nazioni Unite. L’Unesco, infine, ha reso noto che almeno 53 siti di importanza culturale nel Paese sono stati danneggiati dall’inizio della guerra, tra cui 29 chiese.