Quadrante: Offensiva russa su Donbass, bombe anche su Leopoli

AGI – L’offensiva russa per la conquista dell’Ucraina orientale e la “battaglia per il Donbass” sono iniziate, ha annunciato il presidente ucraino Zelensky, secondo il quale “una parte significativa dell’intero esercito russo è ora concentrato su questa offensiva”. Secondo il capo dello staff del presidente, Andriy Yermak, “la seconda fase della guerra è iniziata”. La vice premier ucraina, Iryna Vereshchuk, ha fatto sapere che neanche oggi ci saranno corridoi umanitari. Le forze ucraine hanno colpito Golovchino, un villaggio vicino al confine russo, ferendo un residente, secondo quanto riportato dal governatore della provincia russa di Belgorod.

Il Pentagono ha annunciato che i primi carichi di un nuovo pacchetto di aiuti militari Usa sono arrivati ai confini ucraini per essere consegnati. Il pacchetto include per la prima volta 18 obici da 155 mm, oltre a 40.000 proiettili di artiglieria, 200 mezzi corazzati M113, 11 elicotteri Mi-17 e 100 veicoli corazzati multiuso. La Gran Bretagna ha annunciato che invierà presto lanciamissili corazzati Stormer.

EST: Secondo la Difesa Usa, la Russia ha 76 gruppi tattici nella regione del Donbass e in generale nel Sud-Est dell’Ucraina, di cui 11 aggiunti negli ultimi giorni. I bombardamenti nella regione orientale di Donetsk, hanno ucciso quattro persone, secondo quanto riferito dal governatore regionale, Pavlo Kirilenko. Secondo quanto riferito, le truppe russe hanno catturato la città di Kreminna.

SUD: Il Pentagono ha anche precisato che la città portuale meridionale di Mariupol non è caduta in mano alle forze russe. Secondo il consiglio comunale, non meno di 1.000 civili si nascondono in rifugi sotterranei sotto l’acciaieria Azovstal.

OVEST: Sette persone sono state uccise in attacchi su Leopoli. Secondo il governatore, Maksym Kozytskyy, i russi hanno lanciato tre attacchi su magazzini non utilizzati dai militari e un altro su una stazione di servizio. L’esercito russo ha assicurato di aver colpito lunedi’ 16 siti militari e ha rivendicato la distruzione di un grande deposito di armi straniere recentemente consegnate.