Quadrante: prosegue la ritirata delle truppe russe dalla regione di Kiev

AGI – Mentre prosegue, piuttosto rapidamente, la ritirata delle truppe russe dalla regione della capitale ucraina Kiev e si succedono gli attacchi a Odessa, che è stata bersaglio di missili diretti su depositi di carburante della città portuale, Kiev ha denunciato il ritrovamento di 57 cadaveri in un altra fossa comune a Bucha, fuori Kiev. Per la Russia sono “fake news”.

Il Cremlino continua ad assicurare che “saranno raggiunti tutti gli obiettivi dell’operazione”. Testimoni citati dalla Reuters hanno riferito di due esplosioni nella città russa di Belgorod, vicino al confine con l’Ucraina. Pochi giorni fa Mosca ha accusato Kiev di aver colpito un deposito di carburante.

Il ripiegamento russo secondo il ministero della Difesa ucraino ha completamente liberato i centri di Irpin, Bucha e Hostomel, come il resto della regione. Le strade di Bucha sono disseminate di cadaveri di civili, vittime secondo le autorità locali di esecuzioni sommarie e arbitrarie da parte dei militari russi, mentre il numero delle vittime e il blocco dei cimiteri avrebbe forzato la municipalità suburbana di Kiev a seppellire un numero imprecisato di corpi, forse circa trecento, in fosse comuni improvvisate.

Il procuratore generale ucraino ha affermato che dall’inizio della guerra 158 bambini sarebbero rimasti uccisi e circa 258 feriti dalle forze russe. Kiev ha accusato i russi di aver arrestato 11 leader di comunità locali nelle regioni di Kiev, Cherson, Kharkiv, Zaporizhzhia, Mykolaiv e Donetsk, e di aver piazzato mine e altre trappole esplosive mentre si ritirano dall’Ucraina settentrionale.

Kiev ha anche accusato Mosca di aver distrutto in 24 ore la raffineria di Kremenchuk, la più grande del Paese, e quella di Odessa.

Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dall’intelligence britannica, le forze navali russe mantengono il loro blocco a distanza delle coste ucraine nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, impedendo l’arrivo di approvvigionamenti via mare. La Russia conserva ancora la capacità di tentare uno sbarco anfibio, ma l’operazione si presterebbe al rischio determinato dal fatto che le forze ucraine vi si sono preparate.

Le mine nel Mar Nero continuano a costituire un serio rischio per le attività marittime, anche se rimane poco chiara e controversa la loro presenza, è quasi certamente dovuta, secondo l’intelligence britannica, alle operazioni navali russe nell’area e ciò dimostra come l’invasione russa dell’Ucraina stia colpendo interessi civili e neutrali.

Il premier britannico Boris Johnson è pronto a inviare all’Ucraina armi contro un attacco dal mare con cui la Russia potrebbe impadronirsi dell’area sud del Paese. Lo riferisce il Sunday Times. La Gran Bretagna medita di fornire a Kiev missili antinave sia per l’impiego contro la flotta russa sia per proteggere Odessa e i centri costieri che al momento sono oggetto di bombardamenti dal mare.