Quali sono gli aerei combat dell’Aeronautica militare

AGI – AMX, Tornado, Eurofighter e F35. Sono questi gli aerei con funzioni “combat” – poco meno di 300 in tutto – di cui dispone attualmente l’Aeronautica militare. Ecco, nel dettaglio, le principali caratteristiche tecniche.

Amx – Ghibli

È il “nickname” attribuito negli anni ’90 all’AMX (nomenclatura aeronautica A-11B), un aereo monomotore da attacco e ricognizione, in dotazione al 51esimo Stormo, disponibile anche nella versione biposto da addestramento avanzato (AMX-T), frutto della collaborazione industriale tra Italia e Brasile, con Embraer.

L’Amx-t

è soprattutto velivolo da addestramento e OCU (Operational Conversion Unit) ma ha anche capacità operative assimilabili a quelle del monoposto. Il Ghibli è in grado di svolgere missioni di supporto ravvicinato, ricognizione tattica ed aerocooperazione con forze terrestri e navali.

Il velivolo è dotato di un impianto per il rifornimento in volo e, grazie al sistema avionico in dotazione, è in grado di svolgere missioni ognitempo. Per accrescere le potenzialità d’impiego della flotta, a favore della linea sono stati sviluppati programmi addestrativi per operare con l’ausilio di visori notturni ed è stato completato un programma di ammodernamento volto, tra l’altro, a dotare il Ghibli di munizionamento più moderno, preciso e avanzato.

Il Tornado 

Il Tornado (nomenclatura aeronautica A-200C), in dotazione al Sesto Stormo, è un velivolo da combattimento bireattore, biposto, con ala a geometria variabile e capacità ognitempo, che l’Aeronautica Militare ha acquisito a partire dal 1982. Migliorato con l’acquisizione di sistemi d’arma d’avanguardia, è impiegabile per lo più nelle cosiddette “operazioni di risposta alle crisi”, interventi cioè nelle fasi più virulente di un confronto militare con lo scopo di attivare il processo di progressiva stabilizzazione e di svolgere un’azione di deterrenza. Nella versione standard IDS (Interdiction Strike – nomenclatura aeronautica A-200C), il Tornado puo’ essere impiegato come cacciabombardiere e ricognitore.

La variante IT-ECR (Electronic Combat Reconnaissance – nomenclatura aeronautica EA-200B) è invece specializzata nella soppressione delle difese aeree avversarie mediante l’impiego di missili aria-superficie AGM.

L’Eurofighter

L’Eurofighter (nomenclatura aeronautica F-2000A), in dotazione al 4o, al 36esimo, al 37esimo e al 51esimo Stormo, è un caccia di ultima generazione, il più avanzato aereo da combattimento mai sviluppato in Europa, in grado di offrire capacità operative di ampio respiro, frutto della collaborazione industriale di Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna.

L’inserimento di questi velivoli nel servizio d’allarme nazionale, garantito dai reparti dell’Aeronautica Militare per la difesa aerea 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, permette di fornire una maggiore capacità a quel complesso dispositivo che, in pochi minuti, assicura il decollo dei caccia (in gergo “scramble”) per intercettare e identificare qualunque traccia aerea sospetta rilevata dai radar.

A fine febbraio l’Italia ha raddoppiato – portandola da quattro a otto – la presenza di Eurofighter in Romania per rafforzare la sicurezza del fianco est dell’Alleanza a seguito dell’offensiva russa in Ucraina. F35 – Il velivolo F-35, in dotazione al 32esimo Stormo, è un sistema d’arma di quinta generazione dotato di uno spettro di capacità operative tale da consentire lo svolgimento contemporaneo ed autonomo di tutti i tipi di missione: la tecnologia applicata alla sensoristica di bordo e la ridotta capacità di essere scoperto da radar ostili sono elementi distintivi che consentono di aumentarne esponenzialmente l’efficacia operativa mentre le elevate capacità di scoperta, identificazione e precisione d’ingaggio gli conferiscono un potenziale di assoluto rilievo in qualsiasi contesto operativo.

La partecipazione italiana al Programma Joint Strike Fighter è iniziata nel 2002, per vedere poi nel 2009 il Parlamento italiano approvare l’acquisizione dei velivoli e la realizzazione di una linea nazionale di assemblaggio e verifica finale. Il velivolo è attualmente in uso all’Aeronautica Militare è quello nella variante A, Conventional Take-Off and Landing (CTOL): versione a decollo e atterraggio convenzionale. Il 25 gennaio del 2018 è stata consegnata al ministero della Difesa anche la versione B, Short Take-Off and Vertical Landing (STOVL): versione a decollo corto ed atterraggio verticale per l’impiego sia su piste sia su unità navali.