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Quei porcaccioni di pittori

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Era già successo a febbraio, quando Facebook aveva censurato il “Bacio” di Rodin in mostra a Treviso. Ora ricapita in Olanda coi nudi di Rubens. La Rubenshuis, la casa di Rubens ad Anversa, ha perso tutte le battaglie mosse contro Zuckerberg ogni volta che vedeva censurate sulla propria pagina di Facebook le foto di dipinti di Rubens in cui comparivano dei nudi. Fb non fa sconti: vieta la riproduzione di qualsiasi parte del corpo che abbia a fare col sesso. Il divieto non dovrebbe comprendere i nudi artistici, ma a controllare non c’è uno stuolo di ayatollah bigotti o moralisti intransigenti: c’è un programma informatico il quale, con buona pace di chi teme la concorrenza dei robot e dell’intelligenza artificiale, non sa distinguere. Per il programma una tetta nuda è una tetta nuda, non importa se l’ha dipinta Rubens. Scatta subito il ban. E non è che Zuckerberg ce l’abbia con l’arte: è che un social non può permettersi controllori “umani”. Dovremo abituarci a queste differenze fra vita reale e vita virtuale. Dopotutto chi va sui social svela tranquillamente cose (idee, passioni, abitudini, spostamenti…) che mai svelerebbe nella vita reale. Tempo fa un buontempone si mise a distribuire a chi incontrava per strada biglietti in cui chiedeva: “accetti la mia richiesta di amicizia?”. Quasi tutti rifiutavano, ritenendolo uno squilibrato. Il filmato girò molto in rete, e dimostrava che nella realtà non siamo disposti a fare quello che nei social facciamo tranquillamente, come chiedere l’amicizia a sconosciuti e concederla. Almeno per i nudi la realtà batte i social uno a zero. Ce li guardiamo, dal vero o riprodotti, quando vogliamo.

collino@cronacaqui.it

Quei porcaccioni di pittori ultima modifica: 2018-07-26T09:04:28+02:00 da Redazione Rete 7