Regionali in Piemonte, verso una schiarita tra Schlein e Conte

AGI – Il rinvio sine die della riunione del tavolo fra Pd e M5s in Piemonte è un segnale di “speranza”. A scandagliare fonti del Partito Democratico circola un cauto ottimismo sulla conclusione di una vicenda che sembrava essersi impantanata a causa dei rapporti sempre tesi fra dem e Cinque Stelle torinesi. Dopo il niente di fatto della riunione di venerdì, nella quale si riponevano le speranze dei quadri nazionali dei due partiti, il nuovo rinvio del tavolo previsto per oggi aveva fatto temere il peggio. Fonti parlamentari di entrambi i partiti, tuttavia, si dicono “moderatamente fiduciosi” che si possa arrivare a una soluzione, anche se in tempi non brevissimi. E in campo ci sarebbero ora anche Elly Schlein e Giuseppe Conte. Sebbene il presidente M5s smentisca le voci di un incontro avuto con la leader dem nella giornata di lunedì, ammette che i contatti sono continui: “Ho letto che ci saremmo incontrati ieri, non è vero. Certo, con Elly ci sentiamo spesso. Ci confrontiamo su tanti temi, anche sulla situazione sui territori e sulle iniziative politiche. Derubricherei la cosa, è normale che ci siano contatti”.

Contatti che fanno dire a un esponente di primo piano della segreteria dem: “Sono moderatamente ottimista”. Il nodo non sarebbero i candidati da schierare, quanto alcuni temi e il metodo da seguire nella composizione delle liste. Una fonte parlamentare M5s spiega che, in questo, potrebbe servire da laboratorio la Sardegna: nell’isola, al momento della scelta di Alessandra Todde, si sono definiti i criteri da seguire nella scelta dei candidati. Che devono essere persone dal curriculum immacolato, lontane da frequentazioni in odor di conflitto di interesse, che riscuotano il gradimento dell’uno come dell’altro gruppo.

“Potrebbe essere un metodo esteso anche alle altre Regioni”, osserva un parlamentare M5s. Ma la Sardegna potrebbe servire anche da cartina di tornasole per testare la tenuta e l’efficacia dell’alleanza fra i due partiti. Un successo sull’isola, dove si vota il 25 febbraio, potrebbe accelerare il lavoro per la scelta del candidato in Piemonte e Basilicata, è il ragionamento che viene fatto in ambienti parlamentari Pd che, tuttavia, mettono le mani avanti: è difficile mettere a confronto due realtà così diverse. Insomma, si tratterebbe più di sfruttare l’onda dell’entusiasmo su una vittoria per cercare di ripetersi anche in Piemonte. Va da sé, però, che in caso di sconfitta le cose si complicherebbero.

Intanto, il Consiglio dei Ministri si prepara a varare il dl elezioni, che contiene anche l’election day. L’idea di Pd e M5s è che si possa votare per le europee e per le elezioni in Basilicata nello stesso giorno: è lo schema che si sta andando a delineare alla luce del fatto che oggi in preconsiglio e domani in Consiglio dei Ministri arriverà con ogni probabilità il decreto elezioni, contenente anche l’election day del 9 giugno. I parlamentari che conoscono bene la realtà lucana si dicono convinti che il presidente Vito Bardi attenderà quel momento per convocare le elezioni. Il centrodestra, è il ragionamento che fa una fonte parlamentare del M5S, vive le stesse difficoltà che incontra il campo progressista ed è ancora alla ricerca del candidato.

Facile immaginare che il preesistente della Regione non convochi le elezioni il 14 aprile, prima data utile. Più probabile, si osserva ancora, che si cerchi di dilazionare, magari per arrivare all’Election Day con le elezioni europee, il 9 giugno. In ogni caso, sono scarse le possibilità che il Movimento 5 Stelle supporti la corsa di Angelo Chiorazzo, in Campo con la lista Basilicata Casacomune, verso la quale potrebbero decidere di convergere invece i dem. I contatti tra le due forze politiche sono stati avviati, ma il tavolo sulla Basilicata sarebbe ancora in una fase istruttoria.