Retromarcia dell’Ue e il “buon Natale” è salvo

AGI – La commissaria europea alla Parità, Helena Dalli, ha ritirato le linee guida sulla comunicazione inclusiva che avevano innescato la polemica sull’uso del parola Natale. .

“La mia iniziativa di elaborare linee guida come documento interno per la comunicazione da parte del personale della Commissione nelle sue funzioni aveva lo scopo di raggiungere un obiettivo importante: illustrare la diversità della cultura europea e mostrare la natura inclusiva della Commissione europea verso tutti i ceti sociali e le credenze dei cittadini europei”, spiega la commissaria.

“Tuttavia, la versione delle linee guida pubblicata non serve adeguatamente questo scopo. Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard di qualità della Commissione. Le linee guida richiedono chiaramente più lavoro. Ritiro quindi le linee guida e lavorerò ulteriormente su questo documento”, annuncia Dalli. 

“Nessuno, compreso i musulmani, ha chiesto di cambiare parole, usanze, e identità religiosa e culturale a nessuno e non lo faremo mai”: a sottolinearlo è il presidente della comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e dell’Unione medica euro mediterranea (Umem), Foad Aodi, stroncando il documento Ue sulle linee di comunicazione poi ritirato come un testo che rischiava di aumentare “i pregiudizi nei confronti delle altre religioni”, anziché eliminarli.

“Qui”, ha aggiunto Aodi, “serve e bisogna lavorare sul rispetto reciproco vero, su politiche a favore dell’integrazione, una legge d’immigrazione europea e non cambiare parole, usanze o identità di nessuno per mascherare il fallimento totale della Commissione Europea nelle politiche dell’immigrazione, l’integrazione e l’accoglienza”.

“Noi continuiamo ad augurare Buon Natale e festeggiare il Natale tutti insieme come facciamo da anni in Italia, in Europa e da secoli in Palestina tra musulmani, cristiani, ortodossi e ebrei”, ha assicurato il numero uno di Co-mai, “la politica deve fare di più il suo dovere e il popolo altrettanto, ho l’impressione e la certezza che la gente è molto avanti rispetto alla politica”.