Rinviato a ottobre il dibattito sul price cap per il gas, Draghi ‘non deluso’

AGI –  Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, si dice “non deluso” al termine del vertice Ue a Bruxelles in cui è stato deciso di rimandare la discussione sul tetto ai prezzi del gas al summit ordinario di ottobre.

Il premier italiano ieri aveva proposto, senza successo, un vertice straordinario a luglio per accelerare i tempi e farsi trovare pronti a un’eventuale crisi d’inverno. “I prezzi stanno aumentando da oltre quattro mesi e l’energia sta trascinando l’inflazione”, ha spiegato in conferenza stampa.

Tuttavia, non è deluso dell’esito della riunione con i suoi omologhi perché “ora c’è una data precisa per analizzare il rapporto completo della Commissione su come abbassare i prezzi dell’energia ed eventualmente riformare il mercato dell’elettricità”, ha evidenziato.

“Le cose si stanno muovendo, non vengono da sole e spesso non vengono subito o non vengono così rapidamente magari come uno pensava. Ma tutto sommato è tutt’altro che delusione quella che provo ora”, ha ribadito Draghi. Inoltre, resta chiaro che “ottobre potrebbe essere tardi ma se la situazione si aggravasse ci sarà un consiglio prima”.

L’elemento positivo per l’ex presidente della Banca centrale europea è quello di essere riuscito ad avvicinare alle proprie posizioni anche Germania e Olanda, passata da “un’obiezione di principio a un’apertura”. 

In ogni caso l’Italia si mette al riparo in vista del prossimo inverno: “Le misure che stiamo pensando assicurano che non vi sia emergenza durante l’inverno. Tutte le previsioni e gli studi che ho visto finora danno un quadro che grazie proprio alla ricerca di altri fornitori, dal punto di vista di volumi, noi siamo in una buona posizione”, ha spiegato Draghi.

A venire in soccorso è stata anche la capacità di diversificazione dalle fonti russe: “Gli stoccaggi che stanno andando molto bene e la nostra dipendenza dal gas russo è stata ridotta dal 40% dell’anno scorso al 25% attuale. Noi siamo stati molto rapidi, abbiamo assicurato una rete di fornitori all’Italia e siamo ottimisti che questo possa compensare il gas russo entro un anno, un anno e mezzo”.

Il price cap resta però il cavallo di battaglia di Draghi. “Sicuramente ne parleremo anche al G7”, “è la cosa che chiunque suggerisce di fare in queste situazioni. Nel caso dell’Europa il gas che arriva attraverso tubi e non ci sono clienti alternativi all’Europa nei confronti della Russia. L’Europa ha un potere di mercato e lo deve esercitare”, ha spiegato.

“Ma non lo esercita perché c’è paura da parte di alcuni che a quel punto la Russia per rispondere tagli le forniture di gas ancora di più. Ma questo è già successo”, ha aggiunto il premier.

“Ormai siamo a una riduzione di circa il 50% di fornitura, nel caso della Germania, e il prezzo è aumentato in maniera tale che Putin incassa le stesse cifre e l’Europa ha difficoltà immense”, ha spiegato.