Riparte il ‘fantacalcio’, weekend di aste in Italia

AGI – Il quindicenne accoltellato la settimana scorsa da un coetaneo a Ponticelli di Napoli per una lite durante un’asta del Fantacalcio ha ricordato nel modo più tragico che la nuova stagione delle squadre virtuali è ai nastri di partenza. Meno drammatiche ma sicuramente molto tese si annunciano le migliaia di aste che, approfittando della sosta per le Nazionali e del mercato ormai chiuso, andranno in scena in tutta Italia nel secondo weekend di agosto.

Si stima che siano arrivati a otto milioni gli appassionati di questo gioco, nato negli anni’90 da un’idea di da Riccardo Albini che si ispirò al Fantasy Baseball (o Rotisserie) americano. Negli ultimi anni sono proliferati i siti specializzati che organizzano campionati e le app che si offrono come ausilio e riferimento per le leghe private.

Qualche fantacampionato è già partito ma è soprattutto in questo fine settimana che, da Vipiteno a Ragusa, i raduni tra amici e colleghi trasformeranno case private, bar e pizzerie in altrettanti Hotel Gallia per le trattative. I fantallenatori, proprio come i dirigenti alle prese con il calciomercato, dovranno districarsi tra star affermate e promesse, tra nomi noti e volti nuovi, sempre con un occhio all’equilibrio dei bilanci che in questo caso si basano sui ‘crediti’.

Le prime due giornate di Serie A sono state vivisezionate per scovare qualche arrivo dall’estero o lo stato di forma di chi già c’era, nella speranza di arrivare al titolo di Fantacampione, sempre ambitissimo che in palio ci sia un premio in soldi o un giro di pizze. Sui taccuini sono finiti i vari Pulisic e Thuram, Infantino e Retegui, già messisi in mostra nelle prime partite in Italia, mentre bomber come Osimhen, Giroud e Laurato hanno visto lievitare il loro valore ben oltre il tasso di inflazione galoppante. E alle loro spalle scalpitano Lukaku e Scamacca, il viola Beltran e il solito Immobile. 

Ci sono poi le strategie individuali: ci si può svenare per un campione e circondarlo di umili gregari oppure allestire una squadra di medio livello, senza stelle ma anche senza troppi rischi. La novità di quest’anno è lo ‘switch’: un’opportunità concessa dal sistema per avere meno problemi di formazione possibili.

Per i tornei che lo adottano, tra gli 11 giocatori schierati se ne può scegliere uno in cui insieme al titolare si indica la sua riserva. Se il primo dovesse partire dalla panchina (anche se poi entrasse a partita in corso), automaticamente la riserva prescelta diventerebbe titolare, senza il rischio di ritrovarsi quel giocatore in formazione anche se ha giocato solo pochi minuti.