Riprendono a Istanbul i negoziati di pace. La Russia non chiede più la denazificazione, ok a Ue ma non alla Nato

AGI – Le richieste della Russia sul Donbass e sulla Crimea “non sono realistiche”: lo ha detto alla Cnn Ibrahim Kalin, portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, alla vigilia del nuovo round di colloqui tra la delegazione russa e quella ucraina in Turchia. “I russi dovrebbero veramente cambiare le loro idee”, ha aggiunto Kalin.

La Russia non chiede più la “denazificazione” all’Ucraina ed è pronta a lasciare Kiev entrare nell’Ue a condizione che rimanga non allineata militarmente: questo prevede la bozza del cessate il fuoco fra Russia e Ucraina, secondo quattro fonti del Financial Times.

Nel documento, spiegano queste fonti, da parte di Mosca non vi sono più le richieste di “denazificazione”, di “smilitarizzazione” e di tutela legale della lingua russa in Ucraina, ma c’è comunque la richiesta che Kiev rinunci a ospitare basi militari straniere e abbandoni la sua ambizione di diventare membro della Nato. Le fonti, precisa il quotidiano britannico, hanno richiesto l’anonimato perché la questione “non è ancora finalizzata”. Le delegazioni di Russia e Ucraina inizieranno un nuovo round di colloqui questa mattina in Turchia.

Oggi previsto nuovo colloquio Macron-Putin

Il presidente francese Emmanuel Macron ha in programma oggi un nuovo colloquio telefonico con il leader russo Vladimir Putin. Lo riferisce la Tass, sulla base di quanto la portavoce del ministero degli Esteri francese, Anne-Claire Legendre ha annunciato al canale televisivo BFM: “La Francia intende mantenere questo canale aperto al dialogo”. Macron ha gia’ avuto “una serie di lunghe conversazioni con il presidente della Russia”, l’ultima risale al 22 marzo scorso.

Nel prossimo colloquio, il presidente francese intenderà affrontare con Putin i dettagli dell’operazione umanitaria per far evacuare i civili da Mariupol con la partecipazione di Grecia e Turchia. Rispondendo a quanto affermato dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sulle misure di ritorsione previste per i visti contro i paesi ostili, Legendre ha osservato che “tutti i paesi dell’UE sono inclusi nell’elenco dei paesi ostili. Al momento non sappiamo come la Russia affronterà questo problema nella pratica”.