Riprendono i negoziati a Istanbul, Erdogan: “Aumentano le speranze di pace, ora risultati concreti”

AGI – Ripartono questa mattina i negoziati tra la delegazione russa e quella ucraina, a Instanbul. Negoziati ‘avvelenati’ in tutti i sensi: stando a quanto riporta il Wall Street Journal, due delegati ucraini e il magnate Roman Abramovich mostrerebbero gravi segni di avvelenamento.

Una ricostruzione che, tuttavia, non trova conferme da parte ucraina. Ma ad avvelenare le trattative sono anche le parole del presidente americano Joe Biden che ribadisce il suo giudizio su Vladimir Putin, definito un “dittatore”. Intanto, Volodymyr Zelensky apre alla possibilità di considerare l’Ucraina territorio neutro a livello internazionale, che è una delle richieste di Mosca, e incassa la piena disponibilità dell’Italia a contribuire all’azione internazionale “per porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole della crisi in Ucraina”, così come spiegato dallo stesso Draghi nel corso della conversazione telefonica avuta ieri con il presidente ucraino.

L’Italia si candida, così, a ricoprire un ruolo di garanzia per far sì che ci siano dei passi avanti nel processo del dialogo. Un atteggiamento apprezzato dal presidente ucraino. Inoltre, Draghi ha ribadito il fermo sostegno del governo alle autorità e al popolo ucraini, mentre il presidente dell’Ucraina ha lamentato il blocco da parte russa dei corridoi umanitari, la prosecuzione dell’assedio e dei bombardamenti delle citta’, comprese le scuole, con conseguenti perdite civili, tra cui anche bambini.

A chiedere un cessate il fuoco è anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La guerra in Ucraina va fermata ora, subito”, con il dialogo e le trattative, perché “la pace è sempre doverosa e possibile: proprio per questo stiamo rispondendo con la dovuta solidarietà, con l’accoglienza dei profughi, e con misure economiche e finanziarie che indeboliscono chi vuole imporre, con la violenza delle armi, una guerra che, se non trovasse ostacoli, non si fermerebbe”.

Mario Draghi è al lavoro per rilanciare la strada del dialogo, cerca un contatto con il presidente russo Vladimir Putin, agendo sempre nel perimetro dell’alleanza atlantica. Da qui il punto fermo sulla richiesta alla maggioranza di rispettare l’impegno preso con la Nato sull’aumento delle spese militari.